Iren, Vecchi: “Era obbligatorio nominare Cda e presidente”

Il sindaco, che ieri ha incontrato il presidente di Iren, Paolo Peveraro, replica alla Appendino che si era lamentata per le nomine fatte a pochi mesi dalle elezioni

REGGIO EMILIA – “Ieri ho incontrato il presidente di Iren Peveraro, come era previsto da tempo, così come ho incontrato la settimana scorsa l’ad Bianco. Così come mi risulta che Peveraro incontrerà Pizzarotti la prossima settimana, ma questo è il nostro normale modo di lavorare”. E sulla nomina precisa, rispondendo indirettamente alla Appendino che vuole introdurre un semestre bianco per impedire ai sindaci di fare nomine negli ultimi sei mesi: “Quella assemblea non è stata convocata perché c’erano le elezioni, ma perché la legge imponeva che venisse convocata e perché c’erano gli organi in scadenza e andavano, per legge, rinnovati. Noi dovevamo eleggere un presidente viste le dimissioni di Profumo”.

Il sindaco Luca Vecchi ha parlato a tu per tu ieri con il presidente di Iren, Paolo Peveraro, ma nega che questo sia avvenuto in seguito all’esito delle elezioni torinesi che hanno visto, a sorpresa, la vittoria del sindaco a Cinque Stelle Chiara Appendino. L’incontro sarebbe stato programmato da tempo, anche se è difficile pensare che i due non abbiano commentato il voto di domenica scorsa e le sue conseguenze sugli equilibri della multiutility.

Ha aggiunto Vecchi rispondendo a una domanda su quali potranno essere le conseguenze per la multiutility dopo la nomina della Appendino a capo di un Comune che, insieme a Genova, detiene il 36% di Iren: “Non ho commenti particolari da fare sul voto di Torino, salvo che complimentarmi, come peraltro ho fatto ieri, telefonando con il suo gabinetto. Non ho ancora avuto modo di parlare con la Appendino. Naturalmente, nell’ambito di quella che è l’attività di Iren, i principali azionisti e il management sono abituati a vedersi e confrontarsi. Noi dobbiamo abituarci a comprendere che questo e l’ordinario funzionamento di una società quotata a prescindere chenlle varie città ci siano le elezioni”.

Sollecitato a un ragionamento sul fatto che, oggi, insieme a Dosi (ma Piacenza ha molte meno azioni di Reggio, ndr), è l’unico sindaco Pd della compagine pubblica, Vecchi replica: “Ho ben chiaro cosa è una società quotata ed è bene che ce lo abbiano tutti. Fin da subito, a prescindere dalle elezioni di Torino, mi sono abituato a confrontarmi con i miei colleghi, non certo in base al loro colore politico. Una cosa sono i consigli comunali e una cosa sono quei luoghi in cui siamo lì come azionisti ad esercitare delle prerogative e ad esplicitare un controllo pubblico, confrontandoci nel merito sullo sviluppo di una società. E’ su questa base che ho avuto modo di costruire un rapporto positivo con il sindaco Pizzarotti, dato che sono stato il principale protagonista del reingressso di Parma nel patto di sindacato. Questo è nell’interesse della compagine pubblica, a prescindere da chi vince. E così approcceremo la relazione con la Appendino”.

Il sindaco Luca Vecchi

Il sindaco Luca Vecchi

E aggiunge, visto che la Appendino si era lamentata perché le nomine di Iren e della Compagnia San Paolo erano state fatte poco prima delle elezioni: “Lei, come poi ha precisato, non ha chiesto le dimissioni di Peveraro, anche perché lui non è stato nominato da Fassino, ma da un’assemblea dei soci e ha ricevuto un mandato triennale. Quella assemblea non è stata convocata perché c’erano le elezioni, ma perché la legge imponeva che venisse convocata e perché c’erano gli organi in scadenza e andavano, per legge, rinnovati. Noi dovevamo eleggere un presidente viste le dimissioni di Profumo”.

Infine, sul debito di oltre 200 milioni che il Comune di Torino ha nei confronti di Iren, aggiunge: “Questo è un problema che riguarda l’amministrazione di Torino e io non entro nel merito. Il dottor Peveraro è persona che ha avuto un’esperienza come pubblico amministratore, ma è anche un grande professionista e la sua vita è stata principlaente dedicata all’esercizio di una professione in campo economico. Chi conosce il suo curriculum sa questo”.