Il M5S: “A Reggio 5mila poveri, serve reddito di cittadinanza”

I pentastellati: "Chiediamo alla giunta reggiana di confrontarsi con quella 5 stelle di Livorno per vedere come applicare anche nella nostra città una forma sperimentale di reddito di cittadinanza comunale"

REGGIO EMILIA – Secondo la Caritas sono quasi 5.000 i cittadini che vivono in povertà, sempre di più anche i reggiani. Secondo Maria Edera Spadoni, deputata M5S, Ivan Cantamessi, capogruppo M5S a Reggio Emilia e Gianluca Sassi, capogruppo M5S Emilia Romagna è “un dato allarmante che può trovare una sola risposta a livello nazionale, regionale ed anche comunale. Introdurre il reddito di cittadinanza, anche chiamato reddito minimo garantito, da non confondere con la proposta di reddito universale incondizionato proposto e bocciato in Svizzera per via referendaria. In Regione Emilia Romagna il M5S ha depositato oltre un anno fa un disegno di legge per istituire un reddito di cittadinanza regionale”.

Di questa proposta, che ha le coperture, si è parlato quindici giorni fa anche ai Cohesion Days in un dibattito animato da Giuseppe De Marzo di Libera e coordinatore nazionale della campagna “Miseria ladra”. A livello nazionale da gennaio 2015 e’ poi in discussione al Senato la proposta di Reddito di Cittadinanza M5S, insieme ad una del gruppo Sel-Si ed uno della minoranza Pd. Testo base e’ la proposta del M5S. Scrivono i pentastellati: “Ma Renzi e il Pd hanno bloccato la discussione delle proposte in questo anno e mezzo. La proposta nazionale del MoVimento 5 Stelle per sconfiggere la povertà in Italia , come certificato dall’Istat, costa 14,9 miliardi di euro solo l’1% del Pil non il 20% del Pil come la proposta universale e incondizionata Svizzera. E le coperture ci sono”.

La proposta del MoVimento 5 Stelle sia nazionale che regionale e le sperimentazioni comunali di Livorno e Pomezia, riguardano le persone che vivono sotto la soglia di povertà e prevedono diversi obblighi collegati alla continua formazione e ricerca del lavoro che, se non rispettati, fanno perdere il diritto al Reddito. Allo stesso tempo sono previsto severi controlli. Per poterlo ricevere il cittadino deve:

1) accettare i percorsi formativi e di riqualificazione che gli vengono proposti, nel rispetto delle proprie competenze e delle richieste produttive del territorio;
2) accettare le proposte di lavoro che vengono offerte grazie all’intermediazione dei Centri per l’impiego, potendo rifiutare massimo 3 proposte;
3) contribuire per non più di 8 ore settimanali a progetti utili per la comunità e la collettività;
4) dimostrare, attraverso il portale nazionale, di fare una ricerca attiva del lavoro per almeno 2 ore al giorno tracciabili informaticamente.

Il reddito previsto nel disegno di legge nazionale  del MoVimento 5 Stelle è collegato alla soglia di povertà che in Italia è pari a 780 euro al mese per il singolo individuo. Una soglia che va ad aumentare in funzione dei membri che compongono il nucleo familiare.

Concludono i grillini: “Mentre in Svizzera si sono potuti esprimere sulla introduzione con un referendum di un Reddito universale e incondizionato, in Italia non si riesce nemmeno a votare in Parlamento e in Regione Emilia Romagna una legge sul Reddito di Cittadinanza condizionato che esiste in tutta Europa tranne che in Italia e in Grecia e che serve a garantire una vita dignitosa ai circa 10 milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà, tra questi 5.000 cittadini di Reggio. La povertà si può sconfiggere: vogliamo il Reddito di cittadinanza nazionale e regionale subito e chiediamo alla giunta del Comune di Reggio Emilia di confrontarsi con quella 5 stelle di Livorno per vedere come applicare anche nella nostra città una forma sperimentale di reddito di cittadinanza comunale. Questa è la priorità”.