Giallo commissione, il Pd si scusa ma non spiega

Respinto dalla maggioranza l'odg presentato dalle opposizioni sul caso. Tre astenuti nel Pd: Gianluca Cantergiani, Roberta Pavarini, e Teresa Rivetti

REGGIO EMILIA – Il gruppo Pd chiede scusa per l’errore, ma archivia senza dare spiegazioni nel merito, che non arrivano nemmeno dalla giunta, il “caso” della commissione del 19 maggio scorso. Ovvero quella convocata dalla consigliera del Movimento 5 stelle Alessandra Guatteri e ritirata a sua insaputa con una lettera a sua firma che non aveva autorizzato.

D’ora in poi, pero’ le modalita” organizzative delle sedute di commissione prima disciplinate “per prassi informale” con una telefonata ai segretari di commissione, saranno tutte tracciabili inviando formale comunicazione per posta elettronica alla segreteria generale del Comune. Si conclude cosi’ l’acceso dibattito divampato oggi in Consiglio a Reggio Emilia, al termine del quale e’ stato respinto dalla maggioranza l’ordine del giorno presentato dai consiglieri Cesare Bellentani (Alleanza civica), Giuseppe Pagliani e Claudio Bassi (Forza Italia) e Norberto Vaccari e Alessandra Guatteri (M5s) che, sul giallo della commissione “sconvocata”, chiedeva un’apposita seduta dell’assemblea cittadina.

Dalla posizione del proprio gruppo si sono pero’ smarcati i consiglieri del Pd Gianluca Cantergiani, Roberta Pavarini, e Teresa Rivetti che si sono astenuti. Nel dibattito e’ intervenuto il vicesindaco Matteo Sassi – il sindaco Luca Vecchi era assente – mentre non si sono espressi ne’ la presidente del Consiglio comunale Emanuela Caselli, chiamata in causa dalle opposizioni, ne’ il consigliere del Pd Daniele Marchi. A quest’ultimo, presidente della commissione Legalita’, era stato assegnato il compito di discutere con la propria commissione l’argomento per cui Guatteri aveva indetto la sua, che e’ stato poi affrontato in maniera congiunta.
Sassi ribadisce in premessa la “stima e la fiducia” nel lavoro dei dipendenti comunali, “che sono un patrimonio di tutti, maggioranza e opposizione”.

Poi assicura: “Non c’e’ nessuna regia oscura che da’ ordini ai funzionari” e parla di “un problema procedurale o corto circuito comunicativo, che e’ accaduto una sola volta in 198 sedute di commissione convocate dal 2014”. Un episodio che “non si ripetera’ piu’ e che penso si possa chiudere nel pieno rispetto di tutti”. Il Movimento 5 stelle pero’ sale sull”Aventino: “Non c’e’ correttezza ne’ trasparenza. Non ho avuto nessuna risposta credibile alle semplici domande che ponevo. Ma se non c’e’ fiducia va tutto a rotoli”, tuona il consigliere pentastellato Norberto Vaccari.

La parola passa al capogruppo Pd Andrea Capelli che dice “Ci scusiamo politicamente per l’errore ma per come sono stati ricostruiti i fatti vi chiediamo di ritirare il vostro ordine del giorno o ci vedremo costretti a respingerlo”. Niente da fare anche per Forza Italia e Lega. Di “scuse gradite ma tardive” parla Gianluca Vinci del Carroccio, mentre Giuseppe Pagliani evidenzia “il colpevole silenzio della presidente del Consiglio”. L’ordine del giorno, messo ai voti, incassa 11 voti a favore della minoranza, 14 contrari del Pd e tre astensioni tra i dem (Fonte Dire).