D’Amato alla mensa dell’Antoniano per “Food for Soul”

Lo chef del Caffè Arti&Mestieri di Reggio, con la moglie Fulvia, il figlio Federico e il sous-chef Marco Culeddu, ha cucinato lunedi sera gratuitamente alla mensa dei poveri di Bologna.

REGGIO EMILIA – Gianni d’Amato, lo chef del Caffè Arti&Mestieri di Reggio, insieme alla moglie Fulvia, al figlio Federico e al sous-chef Marco Culeddu, ha cucinato lunedi sera gratuitamente per una cinquantina di ospiti in difficoltà, prevalentemente famiglie bolognesi, alla mensa dell’Antoniano Onlus.

“Food for Soul” è un’organizzazione no profit fondata e presieduta dallo chef Massimo Bottura e dalla moglie Lara Gilmore per sostenere mense per le persone in condizioni di grave bisogno economico. “Food for Soul” da alcuni mesi collabora con l’Antoniano di Bologna, e grazie al lavoro gratuito di grandi chef, invitati volta per volta, ha permesso all’Antoniano di aprire la mensa anche per cena, una volta alla settimana.

Un’ iniziativa di solidarietà, ma anche un’operazione culturale: i piatti vengono preparati con l’utilizzo di materie prime e prodotti donati giorno per giorno da sostenitori. In sostanza, si cucina quello che c’è. Uno dei princìpi basilari su cui si basa “Food for Soul” infatti è la lotta agli sprechi, limitando al massimo tutti gli scarti della cucina. A cucinare, come detto, sono invitati grandi chef, a cominciare dai cuochi di CheftoChef, l’associazione che riunisce i migliori cuochi dell’Emilia-Romagna, ma tutte le persone di buona volontà sono benvenute per dare una mano, e a sostenere l’iniziativa.

Gianni d’Amato non è nuovo a iniziative di questo tipo: sempre disponibile quando si tratta di fare solidarietà vera, da tre anni è anche uno degli chef protagonisti della Grande Cena di Boorea, l’ultima delle quali destinata a finanziare gli orti comunitari della favela brasiliana di Jandira e i campi profughi dei rifugiati siriani in Libano.

“Sono veramente molto contento di aver potuto dare un piccolo contributo, il mio, quello della mia famiglia e dei miei collaboratori, a questa bella iniziativa – ha dichiarato Gianni d’Amato – Soprattutto in tempi così incerti, nei quali molti di noi possono trovarsi da un momento all’altro in condizioni di bisogno e di indigenza. Io stesso ne so qualcosa – ha proseguito lo chef – 4 anni fa con il terremoto ho perso praticamente tutto, a cominciare dalla creatura nella quale mia moglie ed io avevamo investito tutta la nostra vita professionale, “Il Rigoletto”.  Dopo il sisma siamo letteralmente ripartiti da zero – ha continuato Gianni d’Amato – Alcuni amici ci hanno aiutato. E’ doveroso quindi anche per noi contraccambiare, facendo quel poco o tanto che è nelle nostre possibilità, per chi è stato più sfortunato di noi”.
“Vorrei invitare tutti a sostenere questo progetto, ha concluso Gianni d’Amato – Si conoscono tante persone straordinarie, si fanno belle esperienze e si è utili al prossimo. Il volontariato arricchisce  anche chi lo fa”.

IL MENU: antipasto, panzanella di pane raffermo biologico, pomodori e cipollotti. Primo, cous cous alle verdure cremose. Secondo: manzo alla curcuma e patate sabbiose. Dessert: mela, crema al limone e briciole di sbrisolona. to arricchisce culturalmente anche chi lo fa”.