Correggio, il M5S: “Scandalo En.Cor, paghino politici e amministratori PD”

La deputata Spadoni e il capogruppo regionale del M5S Sassi: "I cittadini non possono pagare per l'irresponsabilità politica e amministrativa di chi ha contribuito a creare questo buco nero"

CORREGGIO (Reggio Emilia) – “I cittadini di Correggio non possono pagare per l’irresponsabilità politica e amministrativa di chi ha contribuito in modo determinante a creare il buco nero di En.Cor. Come hanno anche sottolineato i giudici le responsabilità politiche in questa vicenda sono chiare ed è ora che siano il PD e si suoi amministratori, che hanno guidato il Comune per anni, a pagare di tasca propria”.

E’ questa la richiesta della deputata Maria Edera Spadoni e del capogruppo regionale del M5S Gianluca Sassi riguardo al caso En.Cor dopo che il Tribunale di Reggio Emilia ha condannato il Comune a risarcire la cifra di 11 milioni di euro la Banca Popolare di San Felice.

“Si tratta di una sentenza che non fa che confermare quello che sosteniamo da tempo, ovvero che la gestione politica ed amministrativa che il PD, attraverso il Comune, ha fatto della En.Cor è stata fallimentare e ha provocato un danno che oggi rischia di indebitare per moltissimi anni tutti i cittadini di Correggio – spiegano Maria Edera Spadoni e Gianluca Sassi -. Le tante operazioni anomale, oltre alla mancata trasparenza sugli atti da far visionare ai revisori dei conti sottolineate dai giudici nella sentenza di condanna, danno l’idea precisa di come En.Cor sia stata governata per anni come una barca ormai alla deriva. Le dimissioni dell’allora sindaco Iotti non possono in nessun modo essere l’unico prezzo, tra l’altro irrisorio, pagato da chi ha avuto ruolo determinante in questo scandalo, né tanto meno rappresentare una sorta di spugna per sollevare da ogni responsabilità il partito che da decenni amministra il Comune. Per questo troviamo inaccettabile che tutto il peso e le conseguenze di questa vicenda siano scaricate sulle spalle dei cittadini che, al contrario, sono le uniche vittime di uno scandalo politico e amministrativo”.