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Coppia di agenti uccisa a Parigi, rivendicazione Isis

L'assassino era sotto inchiesta della magistratura per collegamento con una filiera di jihadisti collegata alla Siria e il suo telefono era controllato. E' morto nel blitz: salvo il figlio di 3 anni dei due agenti

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REGGIO EMILIA – Larossi Abballa, che questa notte a Magnanville, sobborgo di Parigi, ha ucciso due poliziotti Jean-Baptiste Salvint, 42enne vice comandante della polizia giudiziaria a Les Mureaux e la sua compagna, è morto nel successivo assalto delle forze speciali. Abballa era stato condannato nel 2013 a tre anni di reclusione perché parte di una rete jihadista tra la Francia e il Pakistan. L’Isis ha rivendicato la responsabilità del duplice omicidio. Sano e salvo il figlio delle vittime, un bambino di tre anni. L’assassino era sotto inchiesta della magistratura per collegamento con una filiera di jihadisti collegata alla Siria e il suo telefono era controllato. Lo rivela la tv i-Telé.

Nella Francia blindata per l’allerta terrorismo e l’Euro 2016 una nuova agghiacciante spedizione di morte viene firmata col nome del Califfato. Un uomo poi neutralizzato dalle forze speciali ha brutalmente ucciso un ufficiale di polizia e si è poi barricato nella casa di quest’ultimo prendendo in ostaggio la compagna, poi ritrovata morta, e il figlio di tre anni della coppia. L’indagine è stata affidata alla procura antiterrorismo.

“Era un combattente dell’Isis”: la rivendicazione è arrivata a tarda notte attraverso l’Amaq, l’agenzia di stampa del Califfato, citata dal Site, la società che monitora le attività online delle organizzazioni jihadiste. E secondo una fonte giudiziaria citata da Le Monde, l’inchiesta è stata affidata all’antiterrorismo per tre motivi fondamentali: l'”obiettivo” (la polizia), il ‘modus operandi’ dell’assalitore e le “parole da lui pronunciate” durante il negoziato con le teste di cuoio del Raid. Prima ancora della rivendicazione dell’Isis, l’uomo avrebbe infatti dichiarato agli agenti di agire per conto dei terroristi dello Stato islamico.

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Intorno a mezzanotte, dopo il definitivo fallimento delle trattative, le forze speciali hanno lanciato il blitz uccidendo il killer e ritrovando il corpo senza vita della donna. Mentre sono riusciti a trarre in salvo il piccolo indenne. Il ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve, ha espresso “infinita tristezza” per l’accaduto e ha reso omaggio al “sangue freddo” delle forze speciali.

Il dramma si è consumato poco prima delle 20,30 quando al momento di tornare nella sua casa di Magnanville, nel dipartimento delle Yvelines, l’ufficiale di 42 anni (presso il commissariato di Les Mureaux) viene brutalmente ucciso da nove colpi di pugnale.

Il killer accede poi all’interno dell’abitazione della vittima e prende in ostaggio la compagna – anch’essa funzionaria di polizia segretaria nel commissariato di Mantes-la-Jolie – e il figlioletto di tre anni. Le forze dell’ordine arrivano sul posto. Cominciano le trattative per convincere l’omicida ad arrendersi, ma lui è asserragliato all’interno, prima non risponde, poi, secondo le fonti, dichiara di essere dello Stato islamico. Il quartiere viene blindato, gli abitanti fatti uscire dalle loro abitazioni, tagliati luce e gas.

Verso mezzanotte, due forti detonazioni e il definitivo assalto delle teste di cuoio del Raid, le stesse che intervenirono all’Hyper Cacher nel gennaio del 2015. Secondo fonti citate da Bfm-Tv, durante il blitz, l’uomo ha aperto il fuoco contro gli agenti, il che gli ha indotti ad ucciderlo per legittima difesa. Poi la macabra scoperta del corpo senza vita della donna. Salvo solo il bimbo, “sotto choc ma indenne”, come riferito dal procuratore della Repubblica di Versailles, Vincent Lescloum.

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