Cooperativa Cila: bilancio in utile per 287mila euro

Il presidente Salsi: per il 2016 condizioni di ripresa produttiva ed economica

NOVELLARA (Reggio Emilia) – Il bilancio 2015 votato dalla assemblea dei soci della cooperativa agricola Cila si e’ chiuso con un utile di esercizio pari ad 287.669 euro. Il valore della produzione si è attestato a 13.870.000 euro, in lieve flessione per effetto della stabilità delle produzioni, complici anche le condizioni climatiche (latte – coltivazioni) e soprattutto i mercati in flessione per Parmigiano Reggiano e suini.

Sono stati effettuati ammortamenti per 968.000 euro; sostenuto il costo del lavoro per 2.672.000 euro e pagato imposte per 131.000 euro. I costi di produzione sono di 13.050.000 euro, diminuiti di oltre 700.000 euro. Sono stati effettuati investimenti per 505.000 euro nel campo della meccanizzazione dei terreni e degli allevamenti.

“E’ un risultato soddisfacente – commenta il presidente di Cila Graziano Salsi – se consideriamo l’accantonamento di 200.000 euro per svalutare totalmente i crediti da conferimento della Societa’ Italcarni in condizione di concordato preventivo, e nonostante i mercati di vendita del Parmigiano Reggiano e dei suini in flessione. Abbiamo fatto un lavoro di riduzione dei costi (materie prime per l’alimentazione di bovini e dei suini, costo del lavoro, oneri finanziari fra i principali) che ci ha consentito fra l’altro una valutazione molto prudenziale sul latte conferito nell’annata 2015 e pertanto con l’attesa di una maggiore remunerazione per i soci a cessione avvenuta del prodotto. Da segnalare – aggiunge Salsi – l’apporto importante della attività di agroenergia sviluppato dall’impianto di biogas”.

Le produzioni conseguite nel 2015 riguardano: 129.366 quintali di latte interamente conferiti alla Latteria San Giovanni; i suini per 11.394 capi, con una produzione di carne pari a 16.994 quintali, la coltivazione dei terreni ha prodotto foraggi per allevamento bovino, oltre a grano tenero e duro da seme, il negozio di vendita ha sviluppato un fatturato di 482.000 euro mentre per il biogas la vendita di energia elettrica al GSE e’ stata pari ad 2.096.000 euro producendo margini importanti.

“Gli investimenti effettuati dalla cooperativa negli ultimi anni – afferma Graziano Salsi – si confermano totalmente nella loro validità. Il 2016 – prosegue il presidente di Cila – sarà per la nostra cooperativa l’annata della ripresa produttiva. La ristrutturazione degli allevamenti bovini di S.Vittoria e Minghella, ultimata alla fine del 2014, sarà in grado di sviluppare un balzo nella produzione del latte a quota 138.000 quintali (interamente coperta da quota latte Parmigiano Reggiano) obiettivo raggiungibile a giudicare dalla buona partenza fatta e dei  risultati ottenuti gia’ nei primi 4 mesi dell’anno”.

“Il nostro obiettivo – spiega Salsi – è da un lato un aumento di tutte le produzioni ragionevolmente conseguibili e dall’altro perseguire una nuova modalità organizzativa che produrrà maggiore competitività aziendale. Particolare importanza avranno le attività di ricerca e innovazione che Cila svolgerà nel corso del 2016 nei settori degli allevamenti bovini riguardanti nuove modalità gestionali e soprattutto nel settore Terreni al fine di creare maggiori sinergie fra le coltivazioni aziendali ed i  settori bovino, suino e biogas”.

“Relativamente alla situazione di mercato del Parmigiano Reggiano e alla attività svolta e che sta svolgendo il Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano – ha dichiarato Salsi – siano sulla giusta strada. Il nuovo Disciplinare di produzione segna ulteriore distintività dagli altri formaggi rafforzandone il legame al territorio e la qualità del prodotto nelle regole della trasformazione. L’approvazione del nuovo piano produttivo che conferma  le quote di produzione per il2017/2019, stabilizza la quantità di prodotto in base ai consumi creando regolazione della produzione rispetto ad altre produzioni lattiere in difficoltà dopo l’abolizione delle quote latte UE. Ora – conclude Salsi – occorre che il Consorzio investa maggiormente sulla promozione e comunicazione per sostenere i consumi, ma senza dimenticare ciò che devono fare le imprese produttrici e i caseifici per rendere più competitiva la produzione e trasformazione e di pari passo costruendo la strada della valorizzazione del prodotto”.