Vertenza Coopbox, domani incontro al ministero

L'azienda cooperativa propone il taglio di una mensilità ai propri dipendenti e disdetta la contrattazione aziendale

BIBBIANO (Reggio Emilia) – Domani mattina al ministero dello Sviluppo Economico, sarà discussa la vertenza Coopbox. Vertenza che interessa sia il sito di  Ferrandina (MT), che occupa circa 50 unità, sia quello di Bibbiano (RE) che occupa circa 200 dipendenti. Al tavolo romano infatti saranno presenti, insieme alle organizzazioni sindacali e a delegazioni di lavoratori, anche la Regione Basilicata e la Regione Emilia Romagna.

L’azienda, di proprietà del gruppo industriale cooperativo Ccpl, non ha difficoltà produttive ma versa in cattive acque dal punto di vista finanziario. Sia Ccpl che Coopbox sono stati sanzionati dall’Unione europea con una multa di circa 34 milioni di euro, contro la quale hanno presentato ricorso.

A fronte di una situazione debitoria importante l’azienda ha presentato un piano di ristrutturazione del debito nel quale si prevede un risparmio sul costo del lavoro di circa un milione di euro all’anno. Una misura che l’azienda pensa di attuare chiedendo ad ogni lavoratore di rinunciare ad una parte della propria retribuzione annua, circa l’importo di una mensilità.

Scrive la Cgil: “Il piano di rientro proposto scarica di fatto il peso di questa crisi sui propri dipendenti, tanto che gli stessi, anche attraverso mobilitazioni articolate in azienda, stanno continuando a rigettare questa misura sottolineando che la situazione di difficoltà attraversata oggi dall’azienda non può essere a loro ascrivibile né ricadere con tale nettezza sulle loro condizioni”.

Nonostante ciò i dipendenti, insieme alla Filctem Cgil,  nei mesi scorsi hanno provato a tendere la mano e proporre una mediazione che potesse dare respiro ai conti aziendali. “Con forte senso di responsabilità – ha spiegato Pino Oliverio, funzionario della Fictem Cgil di Reggio Emilia che segue l’azienda –  i lavoratori nei mesi scorsi hanno formulato una proposta che prevedeva una disponibilità a lavorare di più anche nei fine settimana e a rinunciare temporaneamente a una parte di retribuzione, che comunque alla fine di un dato periodo doveva essere restituita”.

“La società non ha ritenuto sufficiente tale disponibilità perché l’importo che continua a ritenere necessario è di circa una mensilità all’anno senza alcuna restituzione – ha continuato Oliverio – . Il rifiuto dei lavoratori, sostenuti dalla Filtem Cgil, ha determinato da parte della direzione aziendale la disdetta di tutta la contrattazione aziendale dal 1° luglio prossimo”.

Una  contrattazione aziendale che in Coopbox ha una storia lunga alcuni decenni. Negli stabilimenti della Coopbox di Bibbiano le lavoratrici e i lavoratori stanno già attuando scioperi articolati da 5 settimane e chiedono ora, davanti a questo colpo di mano, il ritiro della disdetta unilaterale della contrattazione aziendale e la ripresa di una trattativa finalizzata alla ricerca di soluzioni economiche che non ricadano sui lavoratori che non hanno la responsabilità della situazione attuale della società e dell’intero gruppo cooperativo.

“Dal governo ci aspettiamo una presa di posizione netta nell’invitare la Coopobox a cambiare il piano industriale presentato, che prevede solo tagli e riduzione del salario – ha concluso il sindacalista della Filctem -. Quello che serve sono investimenti in innovazione e in riqualificazione del personale”.