Sciopero pubblico impiego, in 12mila sempre più poveri e vecchi

Il 24 maggio dodici pullman in partenza da Reggio per lo sciopero regionale. Sono coinvolti anche 7mila lavoratori di sanità privata e cooperazione sociale. In sei anni perso il 13% del potere di acquisto con il blocco contrattuale. Amministratori reggiani solidali con i lavoratori in lotta

REGGIO EMILIA – Sempre di meno, piu’ impoveriti e avanti con l’eta’. Sono i lavoratori reggiani della Pubblica amministrazione che, per il rinnovo del contratto nazionale fermo da sette anni, sfileranno in sciopero e in corteo a Bologna il prossimo 24 maggio insieme ai colleghi di tutta la regione. Da Reggio e provincia sono in partenza 12 pullman per aderire alla manifestazione che percorrera’ via Stalingrado e arrivera’ davanti alla sede della Regione per un presidio.

Nell’iniziativa unitaria promossa da Cgil-Cisl-Uil e’ coinvolto un “esercito” provinciale di circa 19.000 lavoratori reggiani, di cui 12.000 impiegati nella pubblica amministrazione che aspettano un contratto nazionale da sette anni. Al loro fianco i 7.000 dipendenti della cooperazione sociale e della sanita’ privata, in attesa rispettivamente da quattro e nove anni del rinnovo contrattuale. Una situazione inaccettabile per i sindacati.

Il segretario Fp-Cgil di Reggio, Maurizio Frigeri, evidenzia: “Stiamo parlando di lavoratori che tutti i giorni garantiscono servizi essenziali per la comunita’ che vengono frustrati dal mancato rinnovo delle condizioni di lavoro. Un fattore che sta lentamente riducendo la qualita’ del welfare”. Le Aziende sanitarie inoltre, “effettuano grandi investimenti in tecnologia e macchinari, ma dobbiamo purtroppo riscontrare che non c’e’ la stessa attenzione per il personale impegnato quotidianamente sul campo”.

I segnali che arrivano dal Governo, prosegue Frigeri, non sono poi confortanti: “Il 5 aprile scorso si era concordata una riduzione dei campi di contrattazione da 12 a quattro. Purtroppo anche nell’ultimo documento di economia e finanza non ci sono le risorse”. Per questo “la mobilitazione proseguira’ anche prossimamente fino ad arrivare ad una soluzione”, conclude il segretario.

Davide Battini, segretario Fp-Cisl dell’Emilia centrale, sottolinea: “Non c’e’ solo il blocco del contratto, ma anche delle assunzioni che porta sempre piu’ spesso a procedere con esternalizzazioni dei servizi”. Ma sale anche l’eta’ dei lavoratori e “non e’ un caso che aumentino anche i casi di inidinoeita’”. Non piu’ giovanissimi e costretti a lavorare di piu’ per garantire i servizi, i lavoratori sono anche pagati di meno.

“Dal 2010 – calcola Battini – hanno perso almeno il 13% del potere reale di acquisto del salario. Ecco perche’ come sindacati del comparto ci opponiamo fin da ora all’ultimo annuncio del Governo, che pare voglia dirottare le gia’ scarse risorse solo su chi ha i redditi piu’ bassi. Secondo noi non e’ cosi’ che si riparte: tutti i redditi della categoria devono essere sostenuti”. Angelo Faietti, della Uil-Fpl, la vede infine cosi’: “Il lavoro pubblico deve essere valorizzato, non demolito, perche’ respingiamo con forza lo stereotipo dei fannulloni”.

L’esponente della Uil sottolinea inoltre il problema della carenza di organico, che in alcuni casi ha lacune fino al 20% del personale. Un tema che, secondo le sigle, si riproporra’ anche con la prossima apertura del centro oncoematologico (Core) prevista tra poche settimane. Faietti conclude segnalando: “Sulla contrattazione decentrata si e’ raggiunto un accordo, ma mancano le risorse. E’ una macchina senza benzina”. Lo sciopero regionale del 24 maggio, intanto, e’ solo uno dei tre appuntamenti del “maggio caldo” dei sindacati. In piazza a Reggio scenderanno infatti anche i pensionati (il 19 maggio) e i lavoratori della scuola, che organizzano per il 20 maggio un presidio di fronte alla Prefettura.

Amministratori reggiani solidali con i lavoratori in lotta
Sono numerosi gli amministratori reggiani che, per solidarieta’ ai lavoratori del pubblico impiego, hanno aderito all’iniziativa di Cgil-Cisl-Uil e firmato nei giorni scorsi la cartolina simbolica indirizzata dai sindacati a Matteo Renzi e al ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia. La risposta positiva, dicono i segretari della Funzione pubblica delle tre sigle Maurizio Frigeri (Cgil), Davide Battini (Cisl) e Angelo Faietti (Uil), e’ arrivata dal sindaco di Reggio Luca Vecchi, dal presidente della Provincia Giammaria Manghi e da quasi tutti i sindaci reggiani, nei cui enti si sono svolte delle assemblee dei lavoratori.

In Regione hanno risposto all’appello la consigliera Silvia Prodi e la vicepresidente dell’Assemblea legislativa Ottavia Soncini. Non ha invece aderito il sottosegretario alla presidenza Andrea Rossi, cosa che stupisce i sindacati, “trattandosi lui stesso di un ex amministratore locale (era sindaco di Casalgrande, ndr)”. Il dito di Cgil-Cisl-Uil e’ puntato pero’ soprattutto contro i direttori delle due Aziende sanitarie reggiane, Antonella Messori dell”ospedale S.Maria e Fausto Nicolini dell’Ausl, che hanno chiuso la porta all’iniziativa sindacale.

“Una caduta di stile e sicuramente uno schiaffo ai dipendenti della sanita’ reggiana il braccino corto dei direttori generali che non arrivano alla penna per firmare la nostra cartolina”, dicono Cgil-Cisl-Uil. Non ci sembra proprio una bella pagina”. Infatti “visti i sacrifici che i lavoratori stanno facendo da anni, un segnale concreto di solidarieta’ a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto di lavoro sarebbe stato un gesto importante e affatto compromettente”.