San Polo, rapine con sequestri e violenze: quattro arresti

Entravano a casa delle persone e, per convincerle a dargli soldi e gioielli, non risparmiavano dalle violenze donne e bambini

SAN POLO (Reggio Emilia) – I carabinieri di San Polo sono riusciti a risalire agli autori di una serie di rapine ai danni di commercianti e privati cittadini. La banda di cinesi prendeva di mira suoi connazionali. I quattro erano finiti in carcere per un colpo a Rapallo l’anno scorso, ma solo le indagini dei militari di San Polo hanno permesso di ricostruire tutta una serie di colpi di cui sono stati poi accusati compreso quello nel paese della Val d’Enza avvenuto il 14 settembre scorso.

I risultati dell’operazione, Arancia Meccanica, condotta dal sostituto procuratore Isabella Chiesi, sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta stamattina a cui erano presenti il maresciallo di San Polo Tondo, il comandante Buda e il capitano Campanella.

I componenti della banda, tutti di origine cinese, senza alcuna remora e con una cattiveria non comune aggredivano loro connazionali che venivano sequestrati, anche per diverse ore, sotto la minaccia delle armi, sino a quando non consegnavano tutti i loro averi agli aguzzini che non risparmiavano, dalle loro percosse, donne e bambini che, anzi, venivano preferiti perché più deboli ed indifesi.

Nel corso delle intercettazioni telefoniche, si è appurato che gli indagati si vantavano delle loro imprese criminali spedendo ai propri familiari in Cina, attraverso l’applicazione di messaggistica wechat, gli articoli di stampa che le testate giornalistiche pubblicavano sui loro colpi.

L’indagine è partita nel settembre dell’anno scorso dopo una rapina con sequestro di persona, consumata in un bar di San Polo d’Enza, nel corso della quale il proprietario del bar, sorpreso nel cuore della notte da 4 persone incappucciate, sotto la minaccia di una pistola, è stato prima immobilizzato, poi legato con delle fascette alle mani e ai piedi, per essere percosso infine con violenza e rapinato della somma  di circa 50.000 euro.

La mappa dei colpi

La mappa dei colpi

Le primissime indagini hanno consentito di individuare, sul luogo del crimine, tracce biologiche riferibili ai rapinatori (che avevano bevuto da alcune bottigliette poi lasciate sul posto, ndr) e dai profili biologici estrapolati dal Ris di Parma è emerso che 3 degli autori di quella rapina erano i medesimi responsabili di almeno altre 3 rapine consumate, tra centro e nord Italia, dal 2012 ed il 2015, per le quali non era stato ancora possibile attribuire un nome ai Dna rilevati sulle scende di quei crimini.

Dopo una paziente indagine tecnica, messa in atto dai militari della Stazione di San Polo d’Enza, attraverso l’attento studio di migliaia di tabulati telefonici, si è riusciti ad accertare che la banda criminale era stata autrice anche di altre rapine consumate sempre ai danni di loro connazionali sorpresi nella notte nelle loro case avvenute tra il 2012 e il 2015 a Prato, Campi Bisenzio (FI), a Calcinaia (PI) e Montelupo Fiorentino (FI). Si pensa tuttavia che non siano stati gli unici colpi messi a segno in quel periodo dai rapinatori.

I malviventi durante queste rapine sono entrati in possesso di un bottino complessivo di oltre 250.000 euro tra contanti, monili e telefoni cellulari. Tra i colpi anche un tentato furto del 19 gennaio 2015 a Noventa Vicentina (VI). Nella prosecuzione delle indagini, attraverso l’uso di indagini tecniche e di intercettazioni telefoniche, si sono riusciti ad identificare i quattro rapinatori che utilizzavano schede telefoniche create ad hoc per perpetrare le rapine che erano intestate a soggetti inesistenti.

Questa mattina a Prato e Genova i carabinieri della Stazione di San Polo d’Enza hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i reati di rapina aggravata, sequestro di persona e lesioni personali, emesse, nei confronti dei 4 indagati, dal Tribunale di Reggio Emilia. I destinatari  dei provvedimenti cautelari in carcere sono quattro cittadini cinesi residenti a Prato con un età ricompresa tra i 24 e i 48 anni. Le indagini ora proseguono per accertare, come pare emergere dai primi esiti investigativi, la responsabilità dei quattro in altre efferate rapine commesse negli ultimi quattro anni tra la Toscana, Emilia Romagna, Veneto, Liguria e Lombardia.