Riforme, donne contro ministro: “Boschi se ne vada”

Presidio in piazza del Monte contro il membro del governo presente domani in Sala del Tricolore. Puglisi (PD): "Una tristezza infinita, non degne delle costituenti"

REGGIO EMILIA – Si firmano “un gruppo di donne per il no al referendum” e domani daranno vita ad un presidio per manifestare dissenso in occasione dell’arrivo a Reggio Emilia del ministro Maria Elena Boschi chiamata a concludere un convegno del Comune in occasione del 70esimo anniversario del voto alle donne.

L’appuntamento e’ a partire dalle 9.30 in piazza del Monte, a due passi dal municipio. Durante tutto il presidio le donne esporranno cartelli con le foto delle 21 madri costituenti e nella piazza i cittadini avranno a disposizione uno spazio per scrivere frasi. “Non si accettano lezioni di democrazia da un ministro che vuole cambiare la Costituzione e che ha equiparato chi si oppone alla riforma ai simpatizzanti di Casapound. Non si accettano lezioni da chi non si e’ dissociata dall’invito di Renzi a non andare a votare al recente referendum”, spiegano le organizzatrici della manifestazione.

Inoltre, “non accettiamo che Boschi ci ricordi il valore delle donne che hanno conquistato il diritto al voto: il ministro non rappresenta le donne e non ci rappresenta”. E si auspica quindi che la visita del ministro non sia “un’occasione per propagandare il si’ alla controriforma costituzionale da lei promossa. Se cosi’ fosse sarebbe una scorrettezza istituzionale e politica enorme”. Concludono quindi le referendarie: “Con la nostra presenza vogliamo ribadire che la Costituzione e’ quella delle donne costituenti alle quali noi sabato renderemo omaggio”.

Sulla manifestazione non si fa attendere il commento negativo del Pd: “Intolleranti e settarie sono coloro che contestano la presenza del ministro Maria Elena Boschi a Reggio Emilia”, dice la senatrice Francesca Puglisi. “Una tristezza infinita: donne che si scagliano contro un’altra donna, che con coraggio svolge il proprio dovere a servizio delle istituzioni”, evidenzia la parlamentare. “Sono loro, dunque, a non essere degne della memoria delle ventuno donne della Costituente che, seppur di diverse formazioni partitiche, seppero tenersi per mano per far avanzare i diritti di tutte; conquistando, assieme, il diritto di voto e molti dei passaggi piu’ significativi sul piano dell’uguaglianza presenti nella nostra Carta Costituzionale”.

Chiosa ancora Puglisi: “Quelle donne sapevano bene che per cambiare davvero l’Italia occorreva saper guardare oltre gli schieramenti”. Ed oggi, chiude la dem, “il Pd, con la forza delle riforme che stanno portando piu’ lavoro e piu’ diritti di uguaglianza per tutti i cittadini e’ la sinistra progressista che serve al Paese”.