Quattro Castella, compie truffe sul web ai domiciliari

Un 22enne foggiano denunciato per aver raggirato un operaio del Comune matildico

QUATTRO CASTELLA (Reggio Emilia) – Agli arresti domiciliari per reati contro il patrimonio attraverso un nickname, una mail e una postepay prepagata associati alla giusta “esperienza” compiva truffe online. In questo modo dalla puglia un 22enne foggiano è entrato in un sito di compravendita piazzando annunci trattanti la vendita di ricambi per auto che ovviamente commercializzava a prezzi assolutamente convenienti.

Le trattative correvano via mail e quando sulla postepay veniva accreditata la caparra il gioco era fatto in quanto alla vendita non corrispondeva la spedizione della merce. Quando l’acquirente lamentava il ritardo il venditore spariva nel nulla. Un abile e sfrontato truffatore quello scoperto dai carabinieri della stazione di Quattro Castella che l’hanno denunciato per la truffa compiuta ai danni di un operaio 25enne reggiano che ha cercato di acquistare una coppia di fari per la sua auto versando –a garanzia dell’acquisto – in una carta prepagata la caparra richiesta pari a 200 euro circa per poi scoprire il raggiro allorquando non ha ricevuto quanto acquistato.

Quando ha capito di essere rimasta vittima di una truffa l’operaio reggiano ha presentato denuncia ai carabinieri di Quattro Castella per truffa. Dopo una serie di riscontri tra l’account di posta elettronica, l’IP del computer utilizzato per l’annuncio trappola e la postepay dove erano stati versati i soldi i carabinieri catalizzavano le attenzioni investigative sull’odierno indagato nei cui confronti venivano acquisiti una serie di incontrovertibili elementi di responsabilità per il reato di truffa per la cui ipotesi di reato veniva quindi denunciata.

Il giovane ora rischia seriamente di andare in carcere: il giudice alla luce della condotta delittuosa ravvisata a suo carico dai carabinieri potrebbe infatti revocargli il beneficio dei domiciliari e disporre il proseguo in carcere della custodia cautelare che beneficiava a casa per reati contro il patrimonio.