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Mafie, giro di vite di Acer sugli appalti

Intesa con la prefettura: serve informativa antimafia anche per piccoli importi

REGGIO EMILIA – Dopo la Provincia, i Comuni e le Unioni, anche Acer Reggio Emilia sigla con la Prefettura un protocollo per assicurare la realizzazione del preminente interesse pubblico alla legalità ed alla trasparenza nel settore degli appalti, esercitando poteri di monitoraggio e vigilanza attribuiti dalle leggi vigenti anche ai fini di prevenzione, controllo e contrasto dei tentativi di infiltrazione mafiosa e di verifica della sicurezza e regolarità dei cantieri.

L’Azienda – che ha già acquisito il “Protocollo di legalità” sottoscritto nel 2010 dai prefetti delle Province della Regione Emilia Romagna ed il presidente della Regione Emilia Romagna, finalizzato alle attività di prevenzione dei tentativi di criminalità organizzata, in particolare attraverso l’estensione delle cautele antimafia nella forma più rigorosa delle informazioni del prefetto, all’intera filiera degli esecutori e dei fornitori, ed agli appalti di lavori pubblici di importo superiore ai 250 mila euro, in base alla normativa generale in tema di antimafia – si impegna a richiedere alla Prefettura di Reggio Emilia le informazioni antimafia di cui agli artt. 91 e 94 del D.Lgs n. 159/2011, oltre che nei casi ivi contemplati, anche per gli appalti e le concessioni di lavori pubblici di importo superiore a 250.000,00 euro, per i contratti di forniture e servizi di importo superiore a 50.000,00 e per i subcontratti di lavori, forniture e servizi dello stesso importo (50.000,00).

La dichiarazione di intenti, siglata oggi  dal prefetto Raffaele Ruberto e dal presidente di Acer Marco Corradi, rafforza l’estensione dei controlli antimafia nel settore delle opere pubbliche e mira ad incrementare le misure di contrasto ai tentativi di infiltrazione mafiosa, garantendo altresì la trasparenza nelle procedure di affidamento e di esecuzione delle opere.

Dopo l’adozione del protocollo d’intesa contro il lavoro nero ed irregolare e l’evasione contributiva negli appalti di opere e lavori pubblici nonché il protocollo per la sicurezza e la prevenzione sul lavoro, l’Azienda che gestisce gli edifici di edilizia residenziale pubblica a canone sociale e a canone calmierato di proprietà dei Comuni e della Provincia di Reggio Emilia si dota di un nuovo strumento che sancisce un patto di collaborazione con le imprese appaltatrici chiamate ad una nuova responsabilità nella gestione delle commesse vinte.

Le imprese, infatti, dovranno impegnarsi a comunicare tempestivamente ad Acer ogni eventuale variazione dei dati riportati nelle visure camerali proprie e delle loro imprese sub-contraenti e, in particolare, ogni variazione intervenuta dopo la produzione della visura stessa relativa ai soggetti che hanno la rappresentanza legale e/o l’amministrazione dell’impresa e al direttore tecnico.

Acer, non solo continuerà come ha sempre fatto a verificare l’assolvimento degli obblighi di pagamento dei contributi previdenziali ed assicurativi da parte delle imprese appaltatrici e delle eventuali imprese subappaltatrici, ma manterrà una banca dati delle imprese aggiudicatarie di contratti di appalto e delle imprese sub-appaltatrici o comunque esecutrici di opere o lavori, forniture o servizi di importo superiore a 50mila euro.

Per quanto riguarda l’affidamento alle imprese di lavori inferiori a 50mila euro, Acer indice annualmente una selezione che prevede criteri di premialità. Alle imprese che rientrano in questo elenco vengono assegnati i lavori secondo il principio della rotazione, tale da garantire equità nella selezione e distribuzione del lavoro.

Provvedimenti necessari se si considera che soltanto dal 2015 ad oggi, Acer ha affidato lavori per 3.693.565,48 euro, di cui molti di importo inferiore ai 50mila euro.

Al fine di garantire maggiori tutele per la committenza e per le imprese, Acer inoltre, già da alcuni anni, in accordo con le associazioni di settore, verifica formalmente i requisiti di partecipazione ai lavori pubblici dei propri fornitori, per i quali l’iscrizione alla “white list” è considerata elemento premiante in termini di punteggio nelle fasi di aggiudicazione degli appalti (10 punti alle imprese iscritte; 0 punti alle imprese non iscritte). Iniziativa che ha contribuito a promuovere tra le aziende l’iscrizione alla lista istituita dalla Prefettura contro le infiltrazioni mafiose.