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La Ue all’Italia: sì a flessibilità per 14 miliardi

Renzi: "E' meno di quanto volessi, ma è importante"

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REGGIO EMILIA – I commissari Dombrovskis e Moscovici raccomandano al collegio dei commissari Ue di concedere all’Italia un totale di 0,85% di flessibilità, una somma “senza precedenti mai ricevuta da nessun altro”. In cambio l’Italia si impegna a sanare il ‘gap’ evidenziato da Bruxelles sul 2017, pari a 0,15%-0,2%, circa tre miliardi di euro, così da evitare un’eventuale “deviazione significativa” dagli obiettivi. E’ quanto emerge dalla lettera inviata al ministro dell’economia Pier Carlo Padoan.

Dalla Commissione Ue arriverà il via libera per l’Italia ad un margine di circa 14 miliardi rispetto all’austerità prevista per il 2016, con la richiesta di non scostarsi dagli obiettivi di correzione dei conti superiori allo 0,5% del Pil nel biennio successivo (2017 e 2018), da verificare in autunno.

Padoan a Ue: eviteremo deviazioni, impegni ribaditi
“Sono fiducioso che una deviazione significativa sarà evitata”: così il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan ai commissari Dombrovskis e Moscovici nella lettera con cui risponde alla loro missiva di oggi. Padoan ribadisce “l’impegno, compreso lo sforzo pianificato, preso dal Governo italiano nel recente programma di stabilità che si rifletterà nella legge di stabilità, per rispettare sostanzialmente le regole di bilancio 2017”.

Ad annunciare l’ok della Ue, era stato in mattinata lo stesso premier, Matteo Renzi, elogiando il lavoro fatto dal ministro dell’Economia.  “Nelle prossime ore uscirà lo scambio di missive tra la commissione Ue e il ministro Padoan, che ha fatto un lavoro straordinario, e potremo vedere riconosciuto l’elemento della flessibilità”, ha detto il presidente del consiglio, durante la firma del patto per l’Abruzzo a L’Aquila.
“L’Europa in queste ore ci riconosce un ulteriore elemento di flessibilità. E’ ancora meno di quello che avrei voluto ma è un fatto importante, un riconoscimento all’intero Paese. Abbiamo ottenuto un accordo significativo, importante. Non è la soluzione di tutti i mali ma afferma un principio: sulla flessibilità l’Europa c’è”.

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