La Mussini: il M5S ha fallito, Pizzarotti può essere il futuro

La senatrice, fuoriuscita da tempo dal Movimento, lancia accuse durissime: "I dirigenti hanno abbandonato la Regione Emilia Romagna a se stessa"

REGGIO EMILIA – “C’è tanta gente che vuole una rappresentanza alternativa ad di là dei fuoriusciti del M5S. Pizzarotti può essere un leader di questa nuova forza politica? Non ha mai fatto delle scelte da solo, però è vero che c’è bisogno di figure che siano rappresentative e in cui identificarsi. E lui lo è”.

Maria Mussini, reggiana, eletta in Senato con il Movimento 5 Stelle, poi passata al gruppo Misto di cui oggi è vicepresidente, non fa mistero che c’è un ragionamento embrionale su come costruire un’alternativa al M5S da parte del gruppo, numerosissimo di fuoriusciti. Dice: “La prima difficoltà è trovare un formato che sia libero dalla dimensione del partito e che non abbia le fragilità che avuto il Movimento. Io ho partecipato a riunioni per confederazioni di liste civiche e la fatica più grossa è mettere insieme realtà e testa molto diverse”.

Ma il discorso, inevitabilmente, dopo quello che è successo a Parma ritorna su Pizzarotti che potrebbe essere il leader di questo nuovo movimento. Dice la Mussini: “Fra l’altro lui ha un’ottima squadra intorno. Sarebbe un gran peccato che queste persone che sono riuscite ad amministrare bene Parma e a tirare fuori la città da una situazione di crisi, debbano tornarsene a casa. Questo vuol dire fare un favore a tutti i partiti. Compresi i Cinque stelle che lo sono diventati pure loro con una struttura verticistica in un Movimento che, invece, doveva partire dal basso”.

Una spaccatura nel Movimento 5 Stelle che porti quindi a una alternativa rispetto a Grillo e Casaleggio. Il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, sospeso dal suo partito dopo che è uscita la notizia dell’avviso di garanzia per abuso di ufficio nell’ambito dell’inchiesta sulle nomine al teatro Regio, potrebbe essere a capo di questo movimento e potrebbe avere con sé già diversi fuoriusciti dal Movimento pronti a seguirlo oltre alla senatrice reggiana Maria Mussini.

Ragiona la senatrice: “Da quando sono uscita dal M5S, Federico Pizzarotti e i suoi assessori si sono sempre rivolti a me. Parma è stata completamente abbandonata dai Cinque stelle nazionali e pure Piacenza. Il gruppo storico degli attivisti di Reggio, invece, ha sempre avuto stretti rapporti di collaborazione e di affetto con Pizzarotti”. Ma più in generale, secondo la senatrice, il problema dell’abbandono da parte della dirigenza dei Cinque Stelle riguarda tutta l’Emilia Romagna.

Accusa la Mussini: “Su cinquanta Comuni in Emilia Romagna che vanno al voto solo tredici hanno una lista dei Cinque Stelle. Anche a Castellarano io il simbolo non l’ho visto, dato che il nome della lista è “Castellarano in movimento”. Questa cosa dà la misura di come sono messi in una Regione che ci aveva portato ad avere due sindaci, due consiglieri regionali e un gruppo di parlamentari che è stato sfoltito con le forbici. Per non parlare del sindaco di Comacchio mandato via dopo poco che era stato eletto, di Favia che è stato buttato fuori e di De Franceschi che è stato fatto fuori pure lui (questi ultimi erano consiglieri regionali del M5S nella scorsa legislatura, ndr). Pizzarotti è solo l’ultimo in ordine di tempo. Dal punto di vista politico e del radicamento l’esperienza dell’Emilia Romagna è un fallimento totale”.

Se il sindaco di Parma intendesse proporsi come leader di un progetto politico troverebbe una prima pattuglia di interessati. Sono tanti gli ex M5s che in un ramo e nell’altro del Parlamento, hanno condiviso critiche alla gestione centralista del M5s. A molti di loro Pizzarotti ha parlato quando, nel dicembre 2014, riuni’ a Parma amministratori e militanti. Oltre alla Mussini al Senato ci sono Lorenzo Battista, Francesco Campanella, Fabrizio Bocchino, Laura Bignami, Serenella Fucksia, Francesco Molinari, Ivana Simeoni, Giuseppe Vacciano, Francesco Campanella.

L’elenco dei deputati critici contro l’attuale gestione del Movimento 5 Stelle è lungo anche alla Camera: Massimo Artini, Marco Baldassarre, Eleonora Bechis, Samuele Segoni, Tancredi Turco, Alessandro Furnari, Cristian Iannuzzi, Vincenza Labriola, Mara Mucci, Aris Prodani, Tommaso Curro’. Insomma l’elenco di delusi e insoddisfatti della politica di Grillo e Casaleggio è lungo. Serve solo qualcuno pronto a raccogliere il testimone.