Iren, finisce l’era Profumo: nuovo presidente e statuto

Introdotto il voto maggiorato e attribuita una delega al cda per aumentare il capitale sociale. Vecchi: "C'è spazio per scendere fino al 40%". I sindacati: vogliamo garanzie su appalti e legami al territorio

REGGIO EMILIA – L’assemblea degli azionisti di Iren SpA ha approvato il bilancio 2015 e ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione: Paolo Peveraro è il nuovo presidente. Sono state inoltre approvate le modifiche statutarie per l’introduzione del voto maggiorato e per l’attribuzione di una delega al consiglio di amministrazione per aumentare il capitale sociale.

Peveraro ha detto che si impegnerà “affinchè Iren possa continuare a recitare un ruolo da protagonista nel sistema economico del Paese e rappresentare un polo di aggregazione per ulteriori realtà locali con sempre maggiore attenzione all’ascolto e al dialogo con i propri territori e mantenendo una costante vocazione all’innovazione e all’efficienza che si traducono in miglioramento della qualità del servizio offerto ai cittadini e ai propri clienti”.

Il presidente uscente Profumo ha aggiunto: “Sono molto soddisfatto di quanto è stato fatto in questi tre anni come dimostrano i risultati economici e i dati del bilancio di sostenibilità che abbiamo recentemente approvato. All’inizio del mio mandato mi ero posto l’obiettivo di fare di Iren, che già era un’eccellenza nazionale, un soggetto di livello europeo capace di confrontarsi con le maggiori aziende di multiservizi del vecchio continente. Posso dire che abbiamo lavorato bene, la società è cresciuta e si è riorganizzata con un focus particolare su quattro fronti: l’innovazione, l’attenzione al territorio e ai clienti, la razionalizzazione organizzativa e l’information technology”.

Secondo il sindaco di Reggio, Luca Vecchi, con l’approvazione del voto maggiorato ci sarà spazio per i principali comuni azionisti della multiutility, Reggio Emilia, Torino, Genova, Parma e Piacenza, di scendere da poco più del 50% detenuto a oggi fino al 40% del capitale, anche se non a breve termine.

“Al momento i principali azionisti sono di poco sopra il 50% del capitale. C’è spazio per scendere fino al 40%, ma con il voto maggiorato ci sarà una estensione del voto fino al 60%”, ha spiegato Vecchi a margine dell’assemblea di Iren. Che poi ha aggiunto: “Quindi c’è uno spazio potenziale per vendere un 10% circa del capitale da parte dei comuni, ma non è detto che lo facciamo a breve termine. Noi come come Reggio Emilia non abbiamo in programma di cedere azioni”. Secondo Vecchi, “con l’adozione del voto maggiorato ci sarà un rafforzamento della presenza pubblica sulle decisioni in assemblea”.

All’appuntamento di oggi non sono voluti mancare i sindacati che hanno organizzato un “rumoroso” presidio di protesta di fronte ai cancelli della sede. Nel mirino delle Rsu di Cgil-Cisl-Uil dei territori di Reggio, Parma e Genova, e’ finito in particolare il meccanismo del cosiddetto “voto maggiorato” che, secondo i Comuni soci rafforza per tre anni il controllo pubblico dell’azienda. Richiamando il verbale siglato lo scorso 31 marzo con i sindaci di Torino, Genova e Reggio Emilia i sindacati reclamano che questa intenzione si traduca “in una realta’ concreta e tangibile a partire dall’appuntamento di oggi”.

In dettaglio, rivendicano la ripresa delle relazioni industriali sulle strategie aziendali, e si chiedono nuove regole per definire le modalita’ di assegnazione degli appalti e i rapporti tra azienda, territorio e lavoratori.