I senatori: “Coopbox rompe i patti, intervenga governo”

Alcuni parlamentari, tra cui la reggiana Maria Mussini del gruppo misto, hanno presentato un'interrogazione ai ministri del Lavoro e dello Sviluppo economico in merito alla prossima disdetta di alcuni accordi aziendali a partire dal prossimo luglio

REGGIO EMILIA – Una sponda a Cgil-Cisl-Uil nella vertenza Coopbox. Arriva da Palazzo Madama dove alcuni senatori, tra cui la reggiana Maria Mussini del gruppo misto, hanno presentato un’interrogazione ai ministri del Lavoro e dello Sviluppo economico in merito alla prossima disdetta di alcuni accordi aziendali a partire dal prossimo luglio. L’intenzione e’ stata comunicata l’11 aprile scorso dalla direzione di Coopbox group con una lettera.

L’azienda con sede a Bibbiano in provincia di Reggio Emilia, appartiene al gruppo Ccpl che tratta il packaging alimentare e occupa piu’ di 200 addetti diretti, oltre all’indotto, tra Bibbiano e Ferrandina (Potenza). La disdetta degli accordi e’ avvenuta a seguito di una grave crisi aziendale dovuta, secondo la direzione dell’azienda, a scelte imprenditoriali sbagliate operate dalla precedente gestione.

I senatori ricordano pero’ nell’interrogazione che la Direzione generale della concorrenza della Commissione europea ha gia’ inflitto alle aziende del gruppo Coopbox ed a Ccpl una sanzione di 33,7 milioni di euro (pagamento per ora sospeso), a seguito di ispezioni che hanno appurato che, dal 2000, una decina di aziende, tra cui la Coopbox, avrebbero manipolato aste e si sarebbero scambiate informazioni commerciali sensibili costituendo cosi’ un cartello sui prezzi.

L’azienda ha intanto presentato un piano industriale di risanamento. E allora vengono rilanciate a Roma i timori sindacali di un piano industriale “insufficiente, basato su inaccettabili richieste di tagli dei salari e senza nessuna prospettiva concreta, che reitera le scelte imprenditoriali sbagliate operate dalle precedenti gestioni”.

Appoggiando la richiesta di Cgil, Cisl e Uil che hanno chiesto il ritiro della disdetta della contrattazione aziendale e la convocazione di un tavolo di crisi istituzionale a livello regionale, i senatori chiedono se i ministri ritengano “di doversi pronunciare nel merito della legittimita’ della revoca della contrattazione aziendale e dunque della violazione degli accordi sottoscritti e consolidati nel tempo”.

Ed anche se saranno assunte, “anche a livello ministeriale, iniziative per favorire l’incontro delle organizzazioni sindacali con l’azienda, al fine di garantire il potere d’acquisto del salario di tutti i lavoratorie rilanciare l’occupazione”.