Diffamazione, Grandinetti chiede il giudizio per Pagliani

Per la querela della Masini relativa alla vicenda Global Service. Il pm aveva optato per l'archiviazione. Il giudice per le indagini preliminari dirimera' la questione il prossimo 27 maggio

REGGIO EMILIA – Non c’e’ pace per Giuseppe Pagliani. Appena uscito con assoluzione piena dai guai giudiziari del processo Aemilia, l’esponente reggiano di Forza Italia, consigliere sia in Comune sia alla Provincia a Reggio Emilia, si trova invischiato in una querela per diffamazione. A presentarla e’ stata l’ex presidente della Provincia Sonia Masini per le dichiarazioni fatte da Pagliani nel 2011 sull”appalto del “global service” assegnato dall’ente.

Per Pagliani oltre al danno rischia di aggiungersi anche la beffa. Il 30 aprile infatti, il sostituto procuratore Isabella Chiesi aveva chiesto l’archiviazione per l’avvocato di Arceto, ritenendo le sue dichiarazioni sull’appalto dei servizi legittime nell’ambito della dialettica politica. Nell’udienza dell’11 maggio scorso pero’, il procuratore capo di Reggio Giorgio Grandinetti ha invece chiesto per l’esponente del centrodestra il rinvio a giudizio, considerando al contrario diffamatori i suoi interventi contro l’amministrazione provinciale.

Il giudice per le indagini preliminari dirimera’ la questione il prossimo 27 maggio. “Non so se esiste una giustizia ad orologeria, ma devo dire che in questo caso e’ stata abbastanza precisa”, commenta oggi Pagliani a margine di una conferenza stampa a Modena. “Quello del procuratore capo – aggiunge – mi sembra un vero e proprio intervento a gamba tesa: in tanti anni di procedimenti penali, non mi era mai capitato di vedere la Procura smentire se stessa in 40 giorni”.

Da notare anche “che quel giorno erano in corso quattro procedimenti per reati ben piu’ gravi ma l’attenzione del procuratore, che si e’ presentato di persona in aula, si e’ concentrata tutta sulla mia vicenda”. Comunque, conclude Pagliani, “sono certo che non ci sia nulla che mi riconduce a giudizio e che il Gip confermera’ la tesi espressa in prima istanza dal Pm”.

Al centro della vicenda ci sono dunque le dichiarazioni sul Global service, un appalto da 14 milioni assegnato nel 2011 dalla Provincia di Reggio per i servizi integrati di manutenzione del proprio patrimonio. A scatenare le polemiche erano state due societa’ rimaste escluse dal bando di cui Pagliani prese pubblicamente le parti chiedendo la riapertura della gara. Il consigliere attacco’ direttamente l’ex presidente Masini per aver affidato il global ad una Ati di societa’ facenti riferimento “alle cooperative rosse”, in cui c’era soprattutto il consorzio di Cna Koinos. Pagliani aveva infatti evidenziato che nell’ente lavorava Fabio Bezzi, marito della Masini. Parole che gli valsero una querela da parte della presidente della Provincia.

Proprio Masini in una nota commenta: “Erano del tutto infondate le accuse che mi sono state rivolte per cinque lunghi anni: ordini del giorno, interrogazioni ed interpellanze, anche parlamentari, accuse di avere commesso reati per favorire alcune ditte e addirittura mio marito, interventi continui sugli organi di informazione con dichiarazioni gravissime”. Insomma, dice l’ex presidente, “mi sono sentita diffamata perche’ quell”accanimento non c’entra nulla con la critica politica e finalmente la verita’ sta emergendo. Sull’appalto non avevamo mai avuto rilievi o ricorsi, solo una richiesta di proroga dei tempi del bando, che non pote’ essere accolta per rispetto delle norme in vigore”.