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Brescello, Coffrini affidò i lavori di casa sua a ditta interdetta

Il prefetto di Reggio su Marcello: "Questo prova incapacità di distacco da contesto viziato". Il padre Ermes prima aveva fatto fare i lavori di ristrutturazione di casa sua a Grande Aracri

BRESCELLO (Reggio Emilia) – L’ex sindaco di Brescello Marcello Coffrini esce male dalla sua esperienza amministrativa per una vicenda relativa ai lavori di ristrutturazione effettuati nell’abitazione del sindaco del Comune reggiano sciolto per mafia (il primo in Emilia-Romagna). Lo annota il prefetto reggiano Raffaele Ruberto nella relazione che accompagna, sulla Gazzetta ufficiale di martedi’, il decreto di scioglimento per mafia del Comune di Peppone e Don Camillo.

Nello specifico, Ruberto cita come “esempio di incapacita’ degli amministratori comunali di segnare il distacco” da un “contesto ambientale” viziato dalla presenza della criminalita’ organizzata, la vicenda della ristrutturazione edilizia dell’abitazione del sindaco, eseguita tra 2012 e 2014. Quando cioe’ Marcello Coffrini ricopriva la carica di assessore all’Urbanistica nella giunta di Giuseppe Vezzani succeduto al padre Ermes nel 2004.

Si tratta di una questione che la commissione di indagine prefettizia, che ha poi travolto l’amministrazione, “non ha evidenziato per eventuali violazioni della normativa antimafia, ma solo per i suoi profili di opportunita’, atteso che le opere sono state, in concreto eseguite da una ditta che era stata interdetta dopo l’affidamento e prima del termine dei lavori”.

Secondo la commissione pero’ “non e’ concepibile che un avvocato, assessore all’Urbanistica di un Comune di appena 5.500 abitanti, non sia al corrente delle contiguita’ di una ditta locale”. D’altronde, viene segnalato, “anche il padre dell’attuale sindaco, nel periodo in cui era a capo dell’amministrazione, affido’ i lavori di ristrutturazione della propria abitazione a Grande Aracri”, come confermato dallo stesso Coffrini senior in una serie di interviste.