Vicenda Sergio, il Pd stoppa la discussione in Consiglio

I Dem votano contro la richiesta del M5S che chiedeva chiarimenti sulle informative che riguardano la moglie del primo cittadino e le dimissioni di Vecchi che non era presente in aula: "E' irricevibile". Approvato l'odg che chiede a Pagliani di sospendersi dal Consiglio. Il forzista minaccia querele

REGGIO EMILIA – Stop in partenza per la richiesta di dimissioni del sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi avanzata dal Movimento 5 stelle e discussione in coda ai lavori ordinari – ma con un’altissima probabilita’ di rinvio – per il documento Pd-grillini contro il consigliere comunale di Forza Italia Giuseppe Pagliani, imputato nell’inchiesta Aemilia e in attesa di giudizio con rito abbreviato.

Questo l’esito della votazione su due ordini del giorno urgenti, presentati oggi in apertura del Consiglio a Reggio, che gettano nuova benzina sulle polemiche sulle infiltrazioni mafiose. In calce al primo documento le firme al completo dei consiglieri pentastellati che, dopo le informative giudiziarie emerse sulla moglie del sindaco Maria Sergio, gia’ dirigente del servizio Urbanistica del Comune, chiedono al primo cittadino di mostrare “massima trasparenza nei confronti della citta’ relazionando in maniera esaustiva su tutti i fatti esposti nelle informative”.

Ma soprattutto il M5s chiede a Vecchi “di prendere atto della sua inaffidabilita’ sul piano politico e a rassegnare le dimissioni dalla carica di sindaco”. Ad illustrare in aula l’ordine del giorno e’ il capogruppo grillino Norberto Vaccari: “Se il sindaco ha la schiena dritta – scandisce- venga in Consiglio a spiegare”. E dopo, prosegue il consigliere, “tragga le logiche conseguenze di quanto accaduto, cioe’ le dimissioni”.

La difesa del primo cittadino, assente, arriva dal capogruppo del Pd Andrea Capelli, secondo cui nelle argomentazioni avanzate dai pentastellati “non ci sono notizie che giustifichino la richiesta di dimissioni, che riteniamo irricevibili e fuori scala”. Infatti, ricorda Capelli, “Il sindaco e’ gia’ intervenuto in Consiglio e non ci sono nuovi elementi da quanto emerso: ne’ penalmente rilevanti, ne’ politicamente inopportuni”.

Di conseguenza, chiude il capogruppo del Pd, “si tratta solo di propaganda elettorale e la responsabilita’ di fare danno alla citta’ e’ tutta di chi getta fango e nasconde la mano”. La propaganda, si infervora Vaccari, “la fate voi nascondendo le cose”. In serata arriva anche una nota del gruppo Pd, che ribadisce la posizione del capogruppo: “I consiglieri di opposizione hanno una straordinaria chance: combattere politicamente in quest’aula con proposte, idee, un’alternativa alla nostra. Ma allo stato attuale dei fatti di tutto questo nel loro lavoro non c’e’ traccia. Ma si sbagliano se pensano che li seguiremo su questa strada”.

L’ordine del giorno dei 5 stelle, nella votazione per l’ammissibilita’ al dibattito viene respinto con 19 voti contrari della maggioranza, sei favorevoli dell’opposizione e le astensioni dei tre consiglieri di Forza Italia.

Altro capitolo invece quello del durissimo documento di condanna “politica, morale e sociale” rivolto contro il consigliere di Forza Italia Giuseppe Pagliani, invitato a dimettersi o almeno a sospendersi dall’assemblea cittadina, “come gesto teso a chiarire la propria posizione”. L’ordine del giorno e’ in questo caso sottoscritto da Vaccari (M5s) e i consiglieri del Pd Pierluigi Saccardi, Claudia Aguzzoli, Gianluca Cantergiani e Roberta Pavarini.

Su Pagliani, accusato dalla Dda di Bologna di concorso esterno in associazione mafiosa, tra l’altro per la partecipazione ad una cena con esponenti della ‘ndrangheta, il M5s commenta: “Spetta alla magistratura giudicare Pagliani, ma politicamente ed eticamente i suoi comportamenti sono inaccettabili”. Non si fa pero’ attendere la replica dell’interessato che in aula annuncia “procedimenti” (legali, ndr) contro i firmatari dell’odg.

“Speculare su un caso di ingiustizia palese come il mio – dice Pagliani rivolto a Saccardi – e’ veramente da uomo piccolo e povero”. Una “sentenza passata in giudicato del Tribunale del Riesame – ricorda il consigliere – mi ha permesso di tornare a fare politica in quest’aula”. Messa ai voti, l’ammissibilita’ del documento contro l’azzurro viene approvata all’unanimita’ (da 23 presenti). Favorevole al dibattito anche lo stesso Pagliani.

L’ordine del giorno era previsto in discussione al termine del confronto d’aula sulle delibere ordinarie, ma è stato rinviato con una mozione d’ordine che invitava a rimandare la discussione a dopo la sentenza sull’azzurro, attesa per il prossimo venerdi’. Il gruppo del Movimento 5 stelle ha votato contro il documento mentre quello di Forza Italia (compreso lo stesso Pagliani) si e’ astenuto (Fonte Dire).