Ventasso, il “ribelle” Bargiacchi si candida e spacca il Pd

L'ex presidente della Comunità montana cambia idea dopo l'accordo che aveva archiviato le primarie: "Me lo chiedono in settecento. Il Pd non ha voluto riconsiderare la scelta di fare le primarie"

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REGGIO EMILIA – “Non ho fatto una scelta contro qualcuno, ma a favore di tutti, di questa terra e della sua gente, per la soluzione dei suoi problemi e per lo sviluppo delle sue straordinarie potenzialità”. Paolo Bargiacchi, 69 anni, ex sindaco di Collagna, a sorpresa, dopo un accordo in cui sembrava che decidesse di non partecipare alle primarie per lasciare la strada spianata al medico cardiologo Antonio Manari, ha deciso di correre con una sua lista civica alle elezioni del neonato Comune montano nato dalla fusione di Collagna, Busana, Ramiseto e Ligonchio.

L’ex sindaco di Villa Minozzo, Baiso, Collagna ed ex presidente della Comunità montana, con questa decisione, si conferma come il ribelle della politica appenninica, anche alla luce dello “strappo” del 2011 quando guidò una lista civica antagonista a quella ufficiale sostenuta dal PD, a Collagna, vincendo poi le elezioni.

Bargiacchi, che in base all’accordo raggiunto qualche settimana fa doveva fare l’assessore in una futura giunta Manari, spiega così il suo cambiamento di rotta: “Su esplicita richiesta di un comitato che si è spontaneamente costituito tra iscritti e simpatizzanti dello stesso Pd, che non ha gradito il provvedimento dei vertici locali del partito di annullare le primarie alle quali avrebbe dovuto concorrere lo stesso Bargiacchi (ribadito nonostante la raccolta di oltre settecento firme che ne richiedevano lo svolgimento), è infatti maturata questa importante decisione”.

“E’stata una conseguenza dolorosa ma inevitabile – conferma l’ex primo cittadino di Collagna – indotta, da un lato, da comportamenti poco attenti da parte del partito e, dall’altro, dalla significativa pressione di una rilevante parte dell’opinione pubblica del nuovo Comune di Ventasso”.  Puntualizza Paolo Bargiacchi: “Dopo che si era faticosamente optato per lo svolgimento delle primarie con due candidati, Antonio Manari e il sottoscritto, avevo poi accolto la tesi di chi individuava nelle primarie un percorso poco opportuno per affrontare una competizione elettorale più serena e non divisiva in seno al partito, specialmente nell’attuale fase costitutiva della fusione tra i quattro territori comunali che hanno dato vita a Ventasso. In pratica avevo dato la mia, per la verità un po’ sofferta, adesione ad un accordo che escludeva le elezioni interne per  dar vita a un’intesa destinata a raccogliere e coordinare tutte le forze impegnate a superare le precedenti divisioni ed integrare  tra loro i territori e le comunità di Ligonchio, Collagna, Ramiseto e Busana”.

Continua Bargiacchi: “Tuttavia la vivace reazione di un consistente numero di elettori, che hanno reclamato a gran voce il loro diritto a scegliere, attraverso le primarie, il candidato sindaco e che hanno portato il problema all’attenzione degli organi dirigenti, ha cambiato radicalmente lo scenario. Il Pd, però, non solo ha opposto un perentorio diniego, ma ha addirittura misconosciuto il rilievo politico di oltre settecento persone che, apertamente e senza mezzi termini, seppur con motivazioni non sempre del tutto univoche, hanno espresso il loro forte dissenso per l’accordo intervenuto tra i candidati”.

In definitiva, esclusa ogni ipotesi “di riconsiderare la scelta delle primarie – ribadisce l’ex sindaco di Collagna – è stato invece rifiutato qualsiasi reale confronto politico con coloro che avevano raccolto  l’abbondante messe di firme. Qualcuno avrebbe addirittura liquidato l’iniziativa in un modo apparso assolutamente irriverente. Al sottoscritto, che al contrario aveva doverosamente preso in seria considerazione questa istanza popolare, è stato invece intimato di confermare pienamente l’accordo, con tanto di ultimatum, pena l’esclusione dalle liste del partito. Questo mi ha fatto capire che la situazione era ormai insostenibile”.

Sottolinea inoltre Paolo Bargiacchi: “A questo punto, ravvisando sul piano politico un comportamento a dir poco anomalo del Pd (al quale confermo comunque il mio rispetto sia in merito al candidato sindaco che agli organi dirigenti) e ritenendo inaccettabile, sul piano personale, un tale ‘àut àut’, sono stato costretto a ‘togliere  il disturbo’ per riconsegnare agli elettori, che la reclamano con forza, la facoltà di scegliere il sindaco di Ventasso”.

Conclude Bargiacchi: “Voglio comunque auspicare, al di là della sofferta vicenda politica che mi ha visto coinvolto, che la costituzione del nuovo Comune nato dalla fusione, cui ho dedicato tante energie, possa conseguire, quale che sia la persona e il gruppo che sarà chiamato a guidarlo, le migliori fortune dal punto di vista della crescita economica e socio-culturale”.

Dunque nel centrosinistra i contentendenti saranno due il 5 giugno per la carica di sindaco del Comune Ventasso, un ente locale da 4mila abitanti (non ci sarà ballottaggio quindi). Non sarà facile per Manari perché Bargiacchi conosce la montagna come pochi e può godere di un consenso enorme che ha acquisito negli ultimi decenni.

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