Urbanistica, la Finanza negli uffici del Comune

Le fiamme gialle hanno fatto un blitz martedì pomeriggio negli uffici di via Emilia San Pietro e hanno portato via i documenti di tre uffici. Grandinetti: "Niente da dire"

REGGIO EMILIA – La guardia di Finanza è entrata martedì pomeriggio negli uffici dei settori urbanistica ed edilizia di via Emilia San Pietro per acquisire diversi documenti in tre uffici che poi sono stati portati in caserma. Le carte, secondo quanto riporta Il Resto del Carlino, sarebbero relative ad atti di alcuni anni fa.

Tra gli uffici controllati dalla Finanza c’è anche quello di una dirigente il cui nome è presente nell’informativa dei carabinieri, trasmessa il 6 gennaio 2013 dal procuratore capo Giorgio Grandinetti alla direzione distrettuale antimafia di Bologna. Resta ora da capire se ci siano collegamenti fra la relazione di Grandinetti e l’acquisizione di atti avvenuta martedì pomeriggio. Quel che è certo è che sono in corso accertamenti relativi all’urbanistica e all’edilizia.

Bisogna vedere se c’è un collegamento con la notizia uscita nei giorni scorsi che Maria Sergio, moglie del sindaco Luca Vecchi e dirigente fino al 2014 del settore urbanistico del comune di Reggio Emilia, sarebbe stata al centro, fin dal 2006, di una serie di verifiche per le informazioni che dai suoi uffici potrebbero essere uscite relative al cambiamento di destinazione d’uso di importanti lotti di aree edificabili in citta’. Pure il nome della Sergio, infatti, era contenuto nell’informativa dei carabinieri trasmessa da Grandinetti alla Dda.

E’ bene precisare che però il procuratore capo, Giorgio Grandinetti ha detto che la Sergio, in seguito a una serie di verifiche, non “è mai stata indagata in questa inchiesta”, che pure resta ancora aperta dato che lo stesso procuratore ha detto che tre persone sono ancora indagate. Resta da capire se l’acquisizione di documenti dei giorni scorsi ha a che vedere con questa indagine, oppure se si tratta di accertamenti nuovi.

Ai cronisti che oggi sono andati a chiedergli notizie di questo sequestro, il procuratore Grandinetti ha risposto: “Niente da dire”. A questo punto è possibile che l’acquisizione di documenti sia stata ordinata o da un’altra Procura della Repubblica o dalla Direzione distrettuale antimafia di Bologna, alla quale Grandinetti nel 2013 inviò l’informativa dei carabinieri di cui scrivevamo sopra.