Trivelle, al voto oltre 118mila reggiani: costo 330mila euro

Nel Pd incontro pro sì organizzato da Prodi, Tutino e Gandolfi alle 21 al centro sociale Buco Magico

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REGGIO EMILIA – Ultimi preparativi a Reggio Emilia per il referendum sulle trivelle, che interessera’ 118.270 cittadini chiamati alle urne, 61.951 donne e 56.679 uomini. A votare per la prima volta saranno 1.874 giovani (911 donne e 963 uomini). In citta’ sono allestite 161 sezioni elettorali ripartite in 54 sedi piu’ nove seggi speciali e 17 volanti.

Per queste consultazioni, il Comune prevede una spesa complessiva di circa 330.000 euro (dei quali 91.235 per compensi di presidenti e scrutatori; 92.365 per acquisti ed affidamento di servizi vari; 146.400 per il personale), successivamente rimborsata in parte dallo Stato. Intanto, in vista della consultazione referendaria nel Pd reggiano “C’e’ chi dice si'”.

La consigliera regionale Silvia Prodi, Mirko Tutino, assessore alle Infrastrutture del Comune di Reggio Emilia e membro della direzione nazionale Pd, e il deputato Pd Paolo Gandolfi, componente della commissione Trasporti della Camera, ribadiscono l’appello al voto a favore del “si'” e invitano a Reggio Vincenzo Balzani, chimico ambientalista, esponente dell’Accademia dei Lincei e professore emerito dell’Universita’ di Bologna, e il senatore Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Ambiente.

L’appuntamento e’ per giovedì alle 21 al Centro Sociale Buco Magico in via Martiri di Cervarolo a Reggio Emilia. “Sul referendum il Pd nazionale ha scelto la linea dell’astensione – commentano gli organizzatori – arrivando a questa decisione senza alcun percorso di consultazione della propria base e dei propri organi dirigenti. Pensiamo che sia un grave errore, sia nel metodo che nel merito”.

Infatti, aggiungono Prodi, Tutino e Gandolfi, “e’ un errore chiamare all’astensionismo in un momento di grande distacco dei cittadini dalla politica, in un 2016 in cui molti italiani saranno chiamati per tre volte alle urne”. Nel merito, concludono i tre dem, “crediamo che sia il momento di pensare a nuove politiche energetiche rispettose del nostro prezioso ecosistema, mentre la norma oggetto del referendum e’ un regalo fatto a poche potenti multinazionali, gratuito e senza valutazioni tecniche”.

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