Tasse, aumenta la tariffa rifiuti: +1,7%

L'assessore Tutino: "Aumento contenuto all'1,7% (era previsto del 7%) grazie a rivisitazione dei costi del Comune e a contributo regionali. Confermate le agevolazioni su fasce deboli, distese e aziende". Il M5S: "Colpa di un errore di calcolo dell'aliquota Iva"

REGGIO EMILIA – Il Consiglio comunale ha approvato il Piano finanziario e delle tariffe del tributo Tari (tassa rifiuti) per il 2016, nell’ambito delle misure di Bilancio. Incremento contenuto all’1,7% e confermate le agevolazioni del 2015 per fasce deboli, aziende e distese estive. L’esito del voto è stato il seguente: 20 voti favorevoli (Pd e Sel) e uno contrario (Bertucci del Movimento 5 Stelle).

“Il 2016 – ha detto l’assessore a Infrastrutture del territorio e Beni comuni Mirko Tutino, presentando la delibera al Consiglio – è un anno importante dal punto di vista della gestione del servizio rifiuti del  territorio di Reggio Emilia. L’approvazione del Piano regionale di gestione rifiuti (Prgr), a seguito di un percorso durato due anni, farà sì che verranno definitivamente superati i bacini provinciali, per andare verso una gestione razionale e condivisa degli impianti esistenti in Emilia-Romagna. In questa logica, dopo la graduale disattivazione degli impianti esistenti nella provincia di Reggio Emilia (le discariche di Poiatica e Rio Riazzone, e l’inceneritore di Cavazzoli), il Prgr ha posto una data di chiusura per la discarica di Novellara e ha previsto che il rifiuto residuo prodotto nel nostro territorio venga inviato quasi interamente all’impianto di incenerimento di Parma”.

“L’impianto di Parma – ha aggiunto l’assessore – è moderno, dotato di tutte le più sofisticate tecnologie di selezione del rifiuto in ingresso e di abbattimento dei fumi. E’ abbastanza ovvio che con il passaggio dal trattamento in discarica (per tutto il 2015 fu quella di Novellara) a quello nel più moderno inceneritore costruito in Italia, sia prevista una crescita dei costi di smaltimento. Tale crescita è stata oggetto di un confronto durato diversi mesi con le città confinanti e con la Regione ed ha portato a quello che riteniamo un soddisfacente punto di caduta: a Parma saranno trattati i rifiuti urbani residui, inviati a smaltimento dalle due province di Reggio e Parma, in una logica di razionale utilizzo dell’impianto”.

La tariffa di smaltimento, che per i soli rifiuti parmensi aveva raggiunto i 154 euro a tonnellata, è quindi stata calcolata in un valore di 130 euro. Un importo superiore agli attuali 117 euro, derivati dal trattamento in discarica, ma comunque inferiore alle previsioni iniziali e ai costi inizialmente sostenuti dai cittadini parmensi.
Altri tre elementi hanno inciso sul piano finanziario del servizio: un diversa ripartizione dei costi del verde (che passa da una costo ‘a tonnellata’ ad un costo ‘per abitante’), l’introduzione di un compattore presso l’impianto di Cavazzoli funzionale a ridurre i viaggi verso Parma, e lo sviluppo del porta a porta.

“In particolare – ha spiegato l’assessore – attraverso l’introduzione su 10.000 residenti nel 2016 (per poi arrivare a circa 110.000 entro il 2018 ed alla totale copertura del territorio comunale), si raggiungeranno gli obiettivi di raccolta differenziata, che ci consentiranno di ridurre ulteriormente la quota di rifiuti a smaltimento.

“L’insieme queste variabili – ha concluso l’assessore Tutino – come già illustrato in Commissione consiliare, avrebbe prodotto una crescita di costi pari al 7% circa. Tale importo è stato ridotto di circa 5 punti grazie ad una rivisitazione, operata dal Comune, di costi estranei al piano finanziario e ad un accordo con la Regione Emilia-Romagna, che ha riconosciuto gli sforzi del territorio reggiano in questi anni ed ha previsto un contributo funzionale ad accompagnare, senza traumi, il territorio reggiano nel ‘balzo’ impiantistico previsto dalla stessa pianificazione regionale. Crediamo che un aumento complessivo dell’1,7% sia sostenibile e, come ci hanno confermato gli incontri con i sindacati e le organizzazioni datoriali e di categoria, sia un grande risultato, date le premesse del nuovo Prgr”.

Tutte le agevolazioni introdotte nel regolamento Tari del 2015 vengono confermate: sconto di 20 euro per le fasce sociali più deboli, riduzione per le distese estive, riduzione dei metri imponibili per le aziende che producono rifiuti speciali.

Il M5S: “Colpa di un errore di calcolo dell’aliquota Iva”
Il Movimento 5 Stelle va subito all’attacco: “Oggi il PD si é votato la delibera sulla Tari con voto favorevole. Fin qui nulla di nuovo, se non fosse che questo è accaduto perché le opposizioni sono uscite dall’aula a causa di un emendamento del capogruppo PD Andrea Capelli. Un “piccolo” emendamento che, a causa di un errore di calcolo dell’aliquota Iva che loro stessi ammettono, proponeva la sostituzione tout court di tutte le tabelle della delibera con quelle aggiornate. Un errore commesso dall’amministrazione e dagli uffici preposti ma un errore che pagheranno con le loro tasche i cittadini reggiani, passando da una tariffa con un aumento contenuto nell’1,4% rispetto all’anno passato, ad un aumento dell’1,7%.
Considerando che gli aumenti degli ultimi nove anni sono stati al 45%, questa ulteriore svista grava su tutti. Un errore all’interno di una delibera sbagliata nelle tabelle di calcolo delle tariffe calcolate dagli uffici comunali, gli uffici che poi hanno telefonato al capogruppo per chiedere l’emendamento più grande della storia: sostituire gli allegati alla delibera”.