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Sciopero Til, venerdì pomeriggio niente minibù

E' la prima volta da quando è nata: gli autisti incroceranno le braccia dalle 17.15 alle 21.15, nelle ultime quattro ore di turno. Lotta su straordinari, mentre "se chiedi ferie va provato che servono"

REGGIO EMILIA – Venerdi’ i dipendenti di Til (Trasporti integrati e logistica) scioperano per la prima volta nella storia dell’azienda reggiana, nata nel 1999 come costola di Act. Si tratta della societa’ a partecipazione totalmente pubblica, composta da Farmacie comunali riunite di Reggio Emilia per il 5,14% e Consorzio Act per il 94,86%: conta 160 dipendenti e opera nel settore dei trasporti avendo in carico le linee dei minibu’ (affidate da Seta), le corse scolastiche, alcune linee estive verso il mare, il trasporto disabili e un servizio di bus a noleggio.

Fallite in prefettura le procedure di tentativo di raffreddamento del conflitto, gli autisti incroceranno le braccia dalle 17.15 alle 21.15, nelle ultime quattro ore di turno. La protesta, indetta dalla Filt-Cgil verte su alcuni punti relativi all’organizzazione del lavoro, come la flessibilita’ oraria e gli straordinari. Nello specifico, spiega il neo segretario della Filt reggiana Marco Righi, “e’ stato cambiato in maniera unilaterale il sistema di calcolo che contabilizza le ore di straordinario e di flessibilita’, previsto in un accordo integrativo del 2010, che oggi penalizza i lavoratori”.

Le ore di straordinario (ovvero eccedenti le 7,15 previste dal contratto) venivano infatti in passato “accantonate” e spalmate sul periodo estivo di minor lavoro determinato a sua volta dall’assenza del trasporto scolastico. Oggi invece, denuncia la Filt, l’azienda si appropria arbitrariamente di queste ore per arrivare a coprire un nastro orario giornaliero spesso deficitario. “Ma i problemi – denuncia il sindacato – non finiscono qui”. Ad esempio, prosegue Righi, “vengono mandati sms ai dipendenti da chi organizza i turni di lavoro che riguardano le ferie dove si dice che per avere un giorno di ferie durante l’anno bisogna comprovarne la necessita’ e che in ogni caso questo non possa essere chiesto per motivi di svago personale”.

Oppure, “arrivano delle direttive del tutto informali, che comunicano che i dipendenti che si sentono male durante il servizio, per essere sostituiti e andare a casa, sono obbligati a chiamare il 118, recarsi al pronto soccorso e pagare il ticket sanitario di propria tasca”. Pessimo anche lo stato delle relazioni sindacali con permessi negati ai delegati e una inedita assemblea serale in cui l’azienda, alle prime avvisaglie della protesta, avrebbe spiegato ai dipendenti le sue motivazioni senza consultare le organizzazioni sindacali o fornire indicazioni nelle sedi di confronto preposte.

“Nonostante la Filt abbia ribadito la voler cercare soluzioni condivise, che tengano in considerazione anche la stagionalita’ dei servizi offerti da Til, ad oggi la situazione e’ in stallo”, evidenzia dunque Righi. Il clima inoltre sta diventando pesante. In azienda, riporta ancora il segretario Filt, “sono comparse lettere anonime, ma provenienti da altri lavoratori, che screditano i delegati sindacali”. Lo sciopero vuole quindi scuotere i soci pubblici di Til, Comune di Reggio Emilia (socio unico di Fcr) in primis, per richiamarne l’attenzione su quanto sta accadendo e invitarli, in vista delle scadenze che riguardano gare e appalti, ad “un confronto serio sul futuro piano industriale”.

“Non vorremmo – chiude Righi – che le criticita’ interne all’azienda influissero sulla qualita’ del servizio, determinando come gia’ avvenuto in alcuni Comuni la perdita delle gare in favore di aziende che fanno dumping o, in prospettiva un ridimensionamento della stessa Til”.