Riciclaggio, raffica di segnalazioni alla Banca d’Italia

Ben 788 nel 2015 con un +29% rispetto all'anno precedente, uno dei dati più alti in Italia per città di queste dimensioni. Peggio di noi solo Modena

REGGIO EMILIA – Numeri preoccupanti, per la nostra provincia, nell’ultima relazione del 2015 della Banca d’Italia Uif che raccoglie le segnalazioni delle operazioni finanziarie in odore di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo internazionale.

La provincia di Reggio Emilia si attesta a 788 segnalazioni facendo segnare un +29% rispetto al 2014. Uno dei dati più alti in Italia fra le città di queste dimensioni (Bologna, che è molto più grande, è al primo posto con 1.294 segnalazioni). Peggio di noi fa solo Modena con 821 segnalazioni e un +18,6% e forse non è un caso che la nostra provincia e quella estense siano le più infiltrate dalle organizzazioni criminali mafiose.

A livello regionale, l’anno si chiude con 5.579 operazioni sospette e con un balzo del 17%, superando la media nazionale. Peggio di noi Lombardia, Campania, Lazio, Veneto e Piemonte.

Un altro dato per il quale la Banca d’Italia mostra di premiare poco l’Emilia-Romagna riguarda l’interscambio di bonifici finanziari con i Paesi considerati paradisi fiscali. Modena e Piacenza sono le uniche due province in regione col colore rosso, con un 15%-18% del totale dei bonifici provenienti dall’estero partono dai paradisi. Reggio fa un po’ meglio e si situa sul 10% del totale. Fa peggio la sola provincia di Modena, unica in regione, che si distingue con una media del 25-30% di bonifici emessi verso paradisi fiscali che vedono, nell’ordine, dopo la Svizzera, Hong Kong e l’intera serie degli Emirati.

Bisogna sottolineare che queste operazioni non c’entrano con le povere rimesse dei lavoratori stranieri immigrati, ma riguardano invece i settori economici e finanziari ben consigliati da scafati consulenti.

La relazione