Poste, “quintalate di giacenza”: sindacati pronti alla lotta

Il sindacato: "Portalettere con ansia da prestazione fanno lavoro non pagato"

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REGGIO EMILIA – Nei magazzini dell’Emilia-Romagna giacciono quintali di corrispondenza non consegnata. E’ l’effetto della rioganizzazione per zone di recapito voluta da Poste Italiane e sperimentata da qualche mese nelle principali citta’ della regione. Un sistema nuovo, che prevede la consegna a giorni alterni e che pero’, a quanto pare, “non tiene”.

Anzi, i postini sono “in ansia da prestazione” perche’ non riescono a recapitare tutte le lettere del giorno entro l’orario di servizio. E cosi’ c’e’ chi, anche se non retribuito, “entra due ore prima o esce due ore dopo” per finire il lavoro. Una situazione che ha gia’ portato i sindacati ad avviare la protesta a Parma e Piacenza. Lunedi’ la vertenza si apre ufficialmente a Modena e Rimini, mentre martedi’ (e’ previsto un incontro con l’azienda) potrebbe essere il giorno in cui sara’ indetta una mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil a livello regionale.

Ad annunciarlo e’ Valerio Grillini, segretario regionale della Slp-Cisl, durante l’incontro di questo pomeriggio a Bologna col numero uno nazionale della categoria dei postelegrafonici, Mario Petitto. “Se martedi’ l’azienda non ci dara’ risposte partiremo con un conflitto regionale – annuncia Grillini, incassando l’applauso dei delegati – altrimenti la nostra gente non ci capirebbe”. In Emilia-Romagna e’ partita la sperimentazione con 32 zone di recapito: per ora e’ esclusa Bologna, che partira’ nel 2017 e per la quale, essendo citta’ metropolitana, non e’ ancora stato definito un assetto. I sindacati si erano dati un mese di tempo per verificare il nuovo sistema.

“Hanno tagliato troppo – spiega Grillini parlando alla ”Dire” – il sistema non tiene. L’unico aggiustamento possibile e’ che riaprano la borsa e ci restituiscano qualche taglio, cioe’ prevedano qualche zona in piu'”. La situazione piu’ critica e’ a Parma e Piacenza, dove si contano “50 quintali di giacenza”, afferma Grillini, dovuti anche al numero di giornali in abbonamento da consegnare, che hanno la precedenza come il resto della posta veloce. “Con zone fatte cosi’ e’ impossibile completare il lavoro in orario – sostiene Angelo Fiorillo, referente della Slp-Cisl di Parma – funziona solo se il postino arriva un’ora e mezza prima”.

A parte i picchi di Piacenza e Parma, il problema in realta’ “e’ omogeneo” in tutta l’Emilia-Romagna: Modena, Ravenna, Forli’, Cesena e Cattolica, che “e’ un caso limite”, perche’ pur essendo una cittadina piccola, “e’ completamente urbanizzata”, di fatto senza soluzione di continuita’ con Bellaria, e quindi “e’ messa peggio di una grande citta””. In questo mese, afferma il numero uno della Slp-Cisl, “abbiamo provato di tutto ma abbiamo ottenuto pochi miglioramenti. I portalettere non sono fannulloni, il problema e’ di fondo: va rivisto il sistema, la strumentazione e a livello nazionale bisogna tirare fuori un po’ di soldi. Lo sappiamo che il servizio di recapito e’ in perdita di centinaia di milioni, ma il sistema deve tenere”.

Tra l’altro, attacca Grillini, “l’azienda aveva promesso investimenti per 200 milioni su mezzi e attrezzature, che invece sono andati a finire nei dividendi. Non abbiamo strumentazione e alcuni uffici sono costretti ad affittare i mezzi”. Inoltre, le Poste hanno anche un problema di organico agli sportelli, con “situazioni critiche a Bologna, Ferrara, Ravenna e Parma”, tanto che “nel periodo delle ferie sara’ difficile tenere aperti gli uffici”. E poi c’e’ una “crisi di vocazione nel commerciale”: per le “troppe pressioni” da parte dei vertici sui risultati da raggiungere, “molte persone si fanno declassare pur di non fare piu'” quel lavoro, riferisce Grillini (fonte Dire).

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