Pd-M5S, scontro sulle mozioni di Cantamessi

Vaccari: "Il Pd discrimina i lavoratori precari". Capelli: "Possiamo invertire l'ordine, ma potrebbero esporla anche i cofirmatari. Inoltre non è elegante mettere in pubblico le difficoltà del consigliere"

REGGIO EMILIA – “Il Pd discrimina i consiglieri precari”. L’accusa viene lanciata dal capogruppo del Movimento 5 stelle a Reggio Emilia Norberto Vaccari, con riferimento alla riunione dei capigruppo del consiglio comunale andata in scena ieri per discutere i lavori dell’assemblea di lunedi’ 11 aprile.

“Da tempo tutti i capigruppo sono stati messi al corrente dal sottoscritto delle difficolta’ lavorative del consigliere Ivan Cantamessi che, in quanto operaio precario a tempo determinato, non puo’ permettersi di partecipare ai consigli fin dall’inizio non potendo usufruire del permesso lavorativo concesso agli eletti”, comunica Vaccari.

“Questa situazione era conosciuta da tutti e fino a ieri veniva usata la cortesia di calendarizzare le mozioni del consigliere Cantamessi come ultime della giornata in modo da consentirgli di discuterle al termine del lavoro”. Cosi’ pero’ non e’ avvenuto nella scorsa seduta dei capigruppo dove “nonostante le rimostranze mie e del capogruppo Bellentani, il capogruppo Pd Andrea Capelli e la presidente del Consiglio comunale Emanuela Caselli, hanno irremovibilmente deciso di non concedere la cortesia, nonostante nel Consiglio dell’11 vi siano solo due mozioni da discutere”. Questo, conclude Vaccari, “e’ il trattamento che i lavoratori precari devono aspettarsi dal Pd”.

Non si fa attendere la replica del gruppo Pd alle accuse di Vaccari. Scrive il capogruppo Capelli: “La conferenza dei capigruppo a nostro parere deve condividere un ordine dei lavori del Consiglio in base a valutazioni politiche e amministrative: non riteniamo opportuno entrare nel merito degli impegni personali o lavorativi di ogni singolo consigliere. Ognuno dei 32 consiglieri ha un altro lavoro e altri impegni e svolgiamo il nostro mandato con spirito di servizio”.

E prosegue: “La legge consente a tutti i lavoratori dipendenti (a prescindere dalla tipologia a tempo determinato o indeterminato) di assentarsi dal proprio lavoro con permessi retribuiti per svolgere il proprio mandato istituzionale durante le riunioni di Consiglio comunale e commissioni consiliari. Noi non conosciamo il datore di lavoro del Cantamessi ne’ sappiamo che tipo di contratto di lavoro abbia, ma non vogliamo nemmeno saperlo: la conferenza dei capigruppo non e’ il luogo dove si dirimono le controversie sindacali”.

In passato, ricorda ancora Capelli, “anche il nostro gruppo ha chiesto di anticipare la discussione di alcune mozioni, da ultima ad esempio la mozione proposta da Sel sulla campagna informativa per il referendum sulle trivellazioni discussa ed approvata lunedi’ scorso. Ma la motivazione della richiesta era tutta politica ed oggettiva (l’avvicinarsi della data del voto del 17 aprile) mentre la richiesta del capogruppo Vaccari invece parte da motivazioni personali e soggettive che non conosciamo e che riteniamo non possano orientare le scelte politiche dei capigruppo”.

Quanto alla “gentilezza” che Vaccari sottolinea come negata dal Pd, “l’abbiamo sempre usata – replica Capelli – e dimostrata nei confronti di tutti i consiglieri ed assessori, senza discriminazioni rispetto alle loro condizioni lavorative”. Infatti “e’ ovvio che se lunedi’ 11 dopo aver discusso due delibere e quando sara’ il momento di discutere la mozione di Cantamessi, nel caso in cui Vaccari e Guatteri che l’hanno cofirmata non vorranno esporla in sua vece e il consigliere Cantamessi ancora non sara’ presente in aula, saremo disponibili a votare una mozione d’ordine per invertire i punti seduta stante”.

È pero’ “davvero spiacevole dover discutere in conferenza dei capigruppo le condizioni personali di un consigliere e non riteniamo corretto, nemmeno per il rispetto che abbiamo per il consigliere Cantamessi, che queste condizioni diventino oggetto di una discussione politica pubblica”. Vaccari dunque, conclude Capelli, “si scusi con Cantamessi per aver reso pubbliche le sue difficolta’ personali e Cantamessi si rivolga agli organi preposti se ritiene di non veder rispettato un suo diritto previsto per legge. Se cosi’ fosse esprimiamo la nostra solidarieta’ umana e politica al consigliere Cantamessi, ma le decisioni politiche amministrative che prendiamo ogni giorno rimarranno fedeli ad un interesse pubblico e generale e non a situazioni personali e soggettive”.