Le rubriche di Reggiosera.it - Italia e mondo

Morto a 19 anni per tumore: la cannabis gli ha alleviato le sofferenze

Una storia drammatica da Treviso, dove un ragazzo di 19 anni è morto a causa di un tumore al cervello. In una lettera i genitori hanno raccontato come l'uso della cannabis medica sia servito per aiutarlo a sopportare il dolore

Più informazioni su

REGGIO EMILIA – Un tumore al cervello in fase irreversibile, di quelli che non si possono più operare e per il quale le terapie tradizionali risultano ormai inutili. Un dramma che diventa ancor più evidente se la persona coinvolta è un ragazzo di 19 anni che avrebbe tutta la vita da vivere.

La storia di Luca serve ora a dare speranza alla ricerca scientifica, in particolare per quanto riguarda l’utilizzo terapeutico della cannabis. L’unica sostanza, secondo quanto affermato dai genitori del ragazzo, in grado di lenire parzialmente sofferenze e dolori durante la malattia.

L’uso della cannabis in campo medico è una realtà praticata da anni anche in Italia; sono note le facoltà analgesiche della sostanza e dei suoi derivati. Prodotti quale l’Olio di Cbd vengono utilizzati proprio per lenire dolori cronici di vario genere o, nei casi di malattie degenerative incurabili, quali cure palliative del dolore.

Esattamente come nel caso di Luca, il ragazzo di 19 anni morto pochi giorni fa dopo due anni di lotta e sofferenze, che grazie all’uso della cannabis è riuscito a sopportare il dolore. Gli stessi genitori hanno voluto render nota questa storia inviando una lettera aperta a un giornale locale nella quale si ripercorre il calvario di Luca. Dalla diagnosi terribile arrivata nel 2009 ai trattamenti tradizionali con radioterapie e chemioterapie che purtroppo non hanno dato esiti sperati.

I genitori arrivano quindi a mettere in risalto i lievi miglioramenti, gli unici che si sono riscontrati, grazie all’uso della cannabis, che ha attenuato dolore neuropatico e spasticità. Il tutto, purtroppo, non è comunque stato utile per salvare la vita del giovane ragazzo.

Il padre e la madre, che hanno deciso di donare le cornee di Luca, vogliono ora che la loro esperienza non risulti vana e che possa dare giovamento ad altre persone che soffrono. Il tutto partendo dall’uso della cannabis in ambito medico, che in Italia è consentito ma che si muove ancora tra mille difficoltà e impedimenti; come nel caso di Luca, con i genitori costretti inizialmente ad acquistare il farmaco in altre regioni.

In sostanza in termini di uso medico della cannabis vi è ancora un grande caos malgrado, la presa di posizione del ministero della Salute arrivata lo scorso dicembre che impone linee guida precise sull’uso della sostanza all’indirizzo di medici e farmacisti.

La storia di questo ragazzo di 19 anni, primo caso veneto di malato oncologico trattato con una terapia a base di cannabis, e del modo in cui è stato possibile lenire parzialmente il dolore derivato da un male terribile, non dovrebbe restare lettera morta. Potrebbe essere da esempio per altre persone colpite da malattie gravi.

È questa anche la volontà dei genitori di Luca. L’unico modo per far sì che la loro sofferenza e quella del figlio non risulti essere stata del tutto vana.

Più informazioni su