Mercato digitale: le aziende europee puntano sull’Italia

TradeMachines, azienda berlinese operante nel mercato dei macchinari usati, è un chiaro esempio di questa tendenza

REGGIO EMILIA – Non è ormai un segreto che la continua digitalizzazione delle imprese abbia favorito la crescita delle piattaforme e-commerce in un periodo di recessione economica. Sempre più aziende, anche nel nostro paese, abbracciano la crescente rivoluzione digitale ai fini di una maggiore competitività.

TradeMachines, azienda berlinese operante nel mercato dei macchinari usati, è un chiaro esempio di questa tendenza. La novità portata da questa compagnia, appena approdata sul mercato italiano, sta nel listare la moltitudine di annunci ed aste relative al mercato delle attrezzature industriali.

Sulla piattaforma è possibile partecipare alle aste e fare una propria offerta, aggiudicandosi articoli che vanno da macchinari per lavoro edile a gru industriali.

Tra gli articoli più richiesti ci sono naturalmente trattori e macchine agricole: la decisione di espandersi al mercato italiano poggia, in parte, proprio sulla grande forza esportatrice a livello di produzione agraria. Non è un caso che, in concomitanza con l’apertura del portale italiano, l’azienda abbia sentito il bisogno di render noti i dati relativi al mercato digitale del 2015. Il report mette in mostra quanto il Belpaese si dimostri interessato a questa nuova forma di acquisto, nonostante sia ancora lontano dal volume di vendite di paesi quali la Svezia e la Germania.

L’Italia, presa di mira dalle grandi piattaforme europee, viene così a giocare un ruolo fondamentale all’interno del mercato digitale: nonostante sia in possesso degli strumenti necessari per spiccare in questo panorama, ancora rimane sotto le aspettative per quanto riguarda il numero di acquirenti online. Heico Koch, AD dell’azienda berlinese, afferma: “In Italia molte aziende, di varia portata, sono in procinto di crescere. Per questo motivo hanno bisogno di aumentare le proprie infrastrutture tecnologiche, cercando allo stesso tempo di vendere i propri macchinari per ridurre i costi dell’investimento”.

Si prevede, in un futuro imminente, un incremento esponenziale nel numero di acquirenti. Le aziende, inclusi gli store fisici, cominciano a lavorare alle proprie versioni digitali, talvolta instaurando un rapporto più diretto con i propri clienti. Ne sono una prova i vari servizi di messaggistica istantanea che molti siti ecommerce cominciano ad offrire. Sull’onda di un sempre più diffuso mercato globale, la rivoluzione digitale sembra gettare le basi per quella che sarà l’economia futura.