Maria Sergio: “Mai subito pressioni e ricevuto regali”

L'ex dirigente all'urbanistica intervistata da Telereggio: "Non prendevo decisioni in autonomia e non assegnavo appalti per il terremoto. I lavori alla casa di Masone sono costati 200mila euro. Mai subito pressioni da nessuno"

REGGIO EMILIA – “Non ho mai ricevuto regali. E’ un dato di rigore che mi sono sempre imposta e ho sempre voluto che fosse applicato anche negli uffici dove lavoravo”. Maria Sergio, ex dirigente all’urbanistica del Comune di Reggio (ora a Modena), moglie del sindaco Vecchi, lo ha detto ieri a Telereggio in un’intervista in cui ha voluto fare chiarezza dopo la serie di rivelazioni e di congetture seguite al ritrovamento, nei faldoni del processo Aemilia, di alcune carte in cui compare il suo nome. Va precisato, peraltro, che la Sergio non risulta indagata in nessun procedimento.

Delocalizzazione di volumetrie di Act da via Talami a Largo Blasetti
Ha aggiunto la Sergio, intervistata dal direttore Gabriele Franzini, relativamente all’inchiesta Brick della procura su alcune pratiche urbanistiche del Comune di Reggio: “I gruppi politici di opposizioni mi accusano di aver gestito in autonomia alcuni procedimenti urbanistici. Ma questi sono tutte varianti e delocalizzazioni, o piani particolareggiati o Rue (Regolamenti urbani edilizi) che passano attraverso commissioni consiliari, il dibattito pubblico, le osservazioni dei cittadini e il consiglio comunale. Inoltre ci devono essere pareri di conformità da parte di enti terzi come Arpa, Ausl e Provincia. Quindi non prendevo in autonomia quelle decisioni”.

Appalti per la ricostruzione post terremoto
Relativamente alle frasi dell’avvocato Domenico Grande Aracri, uno dei fratelli del boss Nicolino, che si vantava di poter contare sulla Sergio per l’assegnazione di appalti per la ricostruzione post terremoto, ha detto: “Si sono fatti riferimenti ad appalti e alle procedure di ricostruzione per il terremoto, ma l’urbanistica non si occupa di appalti e di atti sul terremoto. Gli appalti sono di competenza di un altro ufficio”.

La casa comprata dall’imputato in Aemilia Francesco Macrì
Sulla casa di Masone, acquistata nel 2012 da Francesco Macrì, che tre anni dopo sarebbe stato arrestato in Aemilia e sui lavori di ristrutturazione, ha aggiunto: “Le stime del prezzo fatte dalla banca sono assolutamente in linea con la cifra da noi pagata. L’abbiamo comprata al grezzo e poi finita coinvolgendo una serie di artigiani. Le fatture sono state fatte da loro e pagate da noi con un bonifico bancario. I lavori sono costati attorno ai duecentomila euro”.

Incompatibilità e presunte pressioni
Sulle eventuali incompatibilità ha detto: “Mai subito pressioni da parte di nessuno. La pubblica amministrazione, per i casi di incompatibilità, sia di tipo professoniale che parentale, ha norme precise per cui i dipendenti pubblici si attengono a quelle a proposito dell’opportunità. C’è una norma che impone ai dipendenti pubblici di rispettare le regole e di informare il segretario generale”.

Campagna elettorale
Infine ha concluso: “Io non ho mai fatto campagna elettorale per Graziano Delrio. Per il tipo di persona che sono io e per la mia storia non avrei avuto nessuno strumento per fare campagna elettorale dentro la comunità calabrese”.