Iren, vendita reti Internet: piccoli azionisti all’attacco

Denunciano: "La multiutility ha fatto cassa con infrastrutture pagate dal pubblico"

REGGIO EMILIA – I piccoli azionisti di Iren affilano le armi per l’assemblea dei soci del prossimo 9 maggio, che si esprimera’ sulle modifiche allo statuto della societa’. Ma nel frattempo vanno all’attacco della recente operazione compiuta dalla multiutility che ha venduto a British telecom per quasi quattro milioni la rete in fibra ottica di 1.519 chilometri che si snoda nelle province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia.

Sulla vicenda, approdata lo scorso lunedi’ in sala del Tricolore, la giunta comunale di Reggio ha rassicurato il consigliere del Pd Lanfranco De Franco che ha chiesto lumi sulla cessione e sulle possibili ripercussioni sul servizio di internet ad alta velocita’ nel territorio. In particolare, ha spiegato l’assessore all’Agenda digitale Valeria Montanari, nell’atto di cessione e’ inserita una clausola che consentira’ alle pubbliche amministrazioni di continuare ad usare la rete per i prossimi 30 anni, nonostante il cambio della proprieta’.

“Purtroppo – denunciano pero’ i piccoli azionisti – De Franco non era a conoscenza dell’elemento piu’ rilevante” e cioe’ che “a suo tempo la digitalizzazione emiliana ha ricevuto il fondamentale sostegno di fondi pubblici”. Insomma “Iren ha fatto cassa, quasi quattro milioni di euro, utilizzando anche soldi nostri, investimenti che Stato e Regione fino a poco tempo fa consideravano strategici”.

Un’operazione, dunque, concludono i piccoli azionisti, “che oltre a confermare le gravi difficolta’ finanziarie in cui versa Iren, la cui posizione finanziaria netta e’ ben diversa da quella risultante, in bilancio, dovrebbe essere duramente stigmatizzata dai soci pubblici, le cui risorse sono state utilizzate per i fini del gruppo. Qualche sindaco avra’ la bonta’ di ricordarlo in assemblea dei soci?”.