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Giovani industriali, l’allarme: “Sveglia, o nuova crisi”

Il presidente Enrico Giuliani lancia l'allarme al Valli: "Sanare deficit territorio o comunità e imprese sono esposte a minaccia"

REGGIO EMILIA – La nostra provincia “soffre di deficit infrastrutturali e di servizio che rischiano, seriamente, di penalizzare sia le imprese piu” innovative, sia le pmi, soprattutto, nella loro ricerca d’accesso alle risorse qualificate di capitale umano, alle reti di fornitura intelligente, alle conoscenze, alle tecnologie e, persino, al dialogo con le Istituzioni”. Inoltre, “la grande trasformazione e il deficit infrastrutturale e di servizio, combinandosi tra loro configurano una vera e propria minaccia per la nostra comunità. Questo perche’ Reggio Emilia si colloca ai vertici europei per tasso d’industrializzazione”.

E’ un avvertimento diretto quello che ha lanciato oggi il presidente dei giovani industriali Enrico Giuliani all’assemblea dei giovani imprenditori nella sala degli Specchi al Valli. Non ancora sopita la querelle sui tributi locali, gli imprenditori reggiani alzano dunque di nuovo la voce per denunciare alle istituzioni le difficolta’ del mondo economico. E’ vero, riconoscono i giovani industriali, Reggio e’ ai vertici del tasso di industrializzazione, ma guai a cullarsi sugli allori, a non vedere i deficit. Perche’, avverte Giuliani, “se nei prossimi 10 o 15 anni il nostro sistema produttivo non sara’ capace d’adattarsi alla rivoluzione in corso, per confermare cosi’ il proprio stock di occupati, l’intera comunita’ reggiana dovra’ affrontare una crisi profonda”. Dunque “in una simile prospettiva i Giovani imprenditori avvertono la necessita’ e il dovere di porre in evidenza lo stato di difficolta’ e la forbice che si va creando tra quanto sarebbe necessario e cio’ che, al contrario, si riesce a realizzare”.

All’assemblea dei giovani imprenditori di Unindustria andata in scena oggi al teatro Valli sono state dunque declinate tre priorita’ per le aziende, in particolare quelle di piccole dimensioni. “La prima – spiega Giuliani – e’ l’azione d’intermediazione tra ricerca, imprese e territorio, con particolare attenzione alle attivita’ di trasferimento delle conoscenze e delle tecnologie, alla crescita delle competenze disponibili in azienda, all’attivazione di reti d’impresa e a collaborazioni tra aziende Universita’, all’assistenza alle Pmi per partecipare a bandi e progetti di ricerca e sviluppo e al sostegno per la creazione di imprese innovative”.

La seconda area di intervento riguarda invece “il rafforzamento dei collegamenti tra il sistema educativo e l’innovazione aziendale, da realizzarsi sia attraverso spazi di condivisione, come il Tecnopolo, sia moltiplicando le attivita’ comuni di didattica e laboratorio, sia consolidando veri progetti di alternanza scuola-lavoro”. La terza, infine, “e’ l’introduzione di una governance territoriale d’area vasta come premessa per migliorare la mobilita’, la dotazione di reti di comunicazione, la condivisione di progetti e l’azione di lobbying”. Campi di intervento che, sottolinea Giuliani, “non sono riconducibili a questa o quella categoria economica o parte politica, bensi’ ad esigenze oggettive con cui il sistema reggiano e la sua comunita’ devono fare i conti” (fonte Dire).