Festival del Quartetto, ecco il programma

Dal 3 al 12 giugno tra Teatro Cavallerizza e sala degli Specchi del Teatro Valli, una rassegna con sette concerti, una masterclass e un incontro con una Scuola dell’Infanzia

REGGIO EMILIA – Torna a Reggio Emilia (3-12 giugno) il festival del Quartetto, a cura della Fondazione I Teatri, responsabile artistico Lorenzo Fasolo, che avrà luogo tra Teatro Cavallerizza e sala degli Specchi del Teatro Valli di Reggio Emilia. Una rassegna con sette concerti, una masterclass e un incontro con una scuola dell’Infanzia, che porterà in città i migliori quartetti del panorama italiano e internazionale (Quartetto Kelemen, Quartetto Pavel Haas, Quartetto Prometeo, Quartetto Casals), con i più grandi solisti (Alessandro Carbonare, clarinetto e i pianisti José Gallardo e Alexander Lonquich) e un quintetto (David Mc Carroll, Suyeon Kang, Adrien La Marca e Julia Hagen, guidati dal violoncellista Clemens Hagen) formatosi appositamente per il festival.

Un’importante novità nel programma: il vincitore dell’ultima edizione del Concorso Internazionale per Quartetto d’Archi, Premio Paolo Borciani avvenuta nel 2014, il Quartetto ungherese Kelemen, sarà ospitato per un progetto di residenza all’interno del festival. Tre concerti ed una giornata dedicata ad una masterclass con giovani quartettisti dell’Istituto Superiore di Studi Musicali Peri andranno a comporre questa nuova esperienza.

Dalle linee dei programmi proposti nei sette concerti che compongono la rassegna (calendario consultabile su www.iteatri.re.it), risulta chiara l’intenzione di proseguire nell’approfondimento, iniziato lo scorso anno, del ruolo della musica da camera nella musica dell’Ottocento, e del rapporto – man mano che ci si inoltra nel secolo – sempre più allo stesso tempo conflittuale e convergente, in questo genere musicale, tra Classicismo e Romanticismo.

“I due compositori della musica da camera “per antonomasia” dell’Ottocento, Schumann e Brahms, si avvicinano con prudente ritrosia alla formula del quartetto d’archi, senza dubbio sovrastati dall’eredità beethoveniana – spiega il responsabile artistico Lorenzo Fasolo – Anche Beethoven, con i sei Quartetti op. 18 – di cui il Quartetto Prometeo eseguirà il n.4 in do minore – avendo davanti a sé  i capolavori di  Mozart e Haydn – quest’ultimo ancora attivo con i quartetti op. 77 –  si è inizialmente mosso  timoroso del confronto che si sarebbe per forza concretizzato.  Schumann e Brahm si sentono evidentemente più a loro agio nella musica da camera con pianoforte. Il quartetto op. 51 n.1 di Brahms (Quartetto Kelemen) compare nella produzione dell’autore dopo una lunga serie di composizioni pianistiche, lideristiche e cameristiche.

Anche il Quartetto in fa maggiore op. 41 n. 2 di Schumann (Quartetto Prometeo) fa la sua apparizione –  assieme agli altri due quartetti op. 41 –  dopo una numerosa produzione pianistica e liederistica. Mendelssohn contribuì, con il suo esempio, a far sì che Schumann decidesse di immergersi in quello che era considerato il genere “colto” della musica da camera. E probabilmente Mendelssohn fu anche l’unico a non spaventarsi del punto di arrivo di Beethoven con i suoi ultimi quartetti per archi, ma ad affrontare la sua eredità, dimostrando di aver perfettamente compreso dove il maestro di Bonn fosse arrivato negli ultimi anni della sua vita.

Nel quartetto n. 2 op. 13 (Quartetto Prometeo) del giovane Mendelssohn, ancor maggiormente che nel più maturo terzo quartetto  dell’op. 44 (Quartetto Kelemen), l’impronta beethoveniana è volutamente molto forte e dichiarata, ma non gli  impedisce di inserire alcune novità assolutamente personali, a dimostrazione di quanto profonda fosse la sua comprensione del complesso lascito del compositore tedesco.

Sempre al Quartetto Kelemen sono affidati, con la partecipazione del pianista argentino José Gallardo e il clarinettista Alessandro Carbonare, il Quintetto per pianoforte op. 44 di Schumann, e il meraviglioso, tardo Quintetto op. 115 per clarinetto di Brahms.

Il Quartetto Pavel Haas (vincitore del Concorso Borciani 2005) si presenta con due quartetti per archi dei due compositori cechi Dvorak e Martinu –  il primo vicino a Brahms e al romanticismo tedesco –  e con il Quintetto per pianoforte e archi op. 57 di Shostakovich, con Alexander Lonquich al pianoforte.

Al Quartetto Casals è affidato il programma forse più vario nelle sue componenti: il terzo dei Sei Quartetti op. 33 di Haydn, che con essi riaffronta il genere quartettistico dopo un silenzio di una decina d’anni, il Quartetto n.1 di Ligeti, che, contrariamente a quello che avviene nella scrittura del secondo quartetto,  successivo di quindici anni,  appartiene ancora alla prima fase del compositore, (prima dunque del contatto con le avanguardie dell’epoca, dopo il suo definitivo trasferimento dall’Ungheria) e il Quartetto di Ravel, scritto nei primissimi anni del secolo scorso.

Altri due compositori del Novecento, Janacek e Bartok, fanno parte del progetto di residenza del Quartetto Kelemen, rispettivamente con il Quartetto n. 2 e il Quartetto n. 3.

Un gruppo appositamente formatosi di cinque musicisti, guidati dal violoncellista Clemens Hagen, farà ascoltare due capolavori della musica da camera non quartettistica: il Divertimento KV 563 “Gran Trio” di Mozart, e il Quintetto per archi D.956 di Schubert, quest’ultimo (ad opinione di chi scrive) quasi un appuntamento obbligato in un festival di musica da camera. Sempre all’interno del progetto affidato al Quartetto Kelemen, spuntano due estremi della letteratura musicale inglese: una scelta di brani dalle Fantasie a 4 di Henry Purcell, ultimo straordinario compositore inglese del periodo barocco, e Arcadiana di Thomas Adès, giovane compositore inglese dei nostri giorni.

La masterclass tenuta dal Quartetto Kelemen, assieme ad un incontro, in una data successiva,  del Quartetto Prometeo con i bambini della Scuola Comunale dell’infanzia Ernesto Balducci, confermano la volontà di proseguire nell’attività formativa che sia le precedenti edizioni del Festival dal 2013, e l’ultima edizione del Concorso Borciani avevano già messo in evidenza con alcune iniziative analoghe”.

Biglietti (20 euro a concerto, con sconti per universitari, under 27, Amici dei Teatri, Amici del Quartetto e Over 65) e abbonamenti in vendita alla Biglietteria della Fondazione I Teatri (0522-458811) e on line (www.iteatri.re.it) da venerdì 6 maggio prossimo.