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Catasto, prescrizione: scontro fra il M5S e Marchi (PD)

Dopo che l'indagine sul consigliere Scarpino e altri cinque dipendenti dell'ente è stata archiviata

REGGIO EMILIA – “Prescrizione, ancora la prescrizione. Quella solita maledetta prescrizione denunciata da Davigo, che il M5S da tre anni cerca di riformare (la nostra proposta di legge del 2013 prevede la sospensione dopo il rinvio a giudizio mentre il Pd alla Camera ha approvato un testo che non servirà a nulla e che ora giace al Senato). Solo oggi veniamo a scoprire che la prescrizione ha bloccato l’indagine tra il 2002 e 2014 sul catasto di Reggio Emilia che ha visto indagato pure Salvatore Scarpino, consigliere comunale dal 2004 ad oggi per volere del Pd e di Delrio. Il Pd non ha nulla da dire?”.

Le deputate del Movimento 5 Stelle Maria Edera Spadoni e Giulia Sarti commentano così la notizia pubblicata oggi dal Resto del Carlino che ha scritto che la prescrizione ha “salvato” Scarpino e altri 5 dipendenti del Catasto a causa del fatto che il fascicolo, aperto nel 2002, è stato archiviato a fine 2014 per prescrizione dei reati che erano, a vario titolo, di corruzione, truffa ai danni dello Stato, abuso d’ufficio, falsità materiale e ideologica, soppressione, distruzione e occultamento di atti veri.

Ai Cinque Stelle risponde il deputato Maino Marchi che scrive: “Se aumentare i termini della prescrizione, come prevede il testo approvato alla Camera e che mi auguro venga presto approvato dal Senato, non serve a nulla di che stiamo discutendo? In realtà servirebbe molto. Ovviamente non può rimanere aperto un processo all’infinito. Tutti devono agire rispettando tempi definiti, anche le procure. In ogni caso tra il 2002 e il 2014 ha governato soprattutto Berlusconi. Se nel 2013 i pentastellati lasciavano nascere il Governo Bersani qualcosa forse si poteva fare. Nonostante la loro assenza di responsabilità mai tante leggi giuste per far funzionare meglio la giustizia si sono fatte come con il ministro Orlando. Il resto sono chiacchiere a 5 stelle”.