Cadelbosco Sopra, vendite fantasma di auto d’epoca

Intascata la caparra spariva nel nulla: truffa l'accusa mossa a un 32enne genovese dai Carabinieri di Cadelbosco Sopra

CADELBOSCO SOPRA (Reggio Emilia) – Grazie ad un’inserzione esca associata a un numero telefonico, una carta prepagata dove ricevere i soldi e la giusta dose di sfrontatezza, dalla Liguria un 32enne di Genova è entrato nei siti di compravendita più cliccati piazzando annunci trattanti la vendita di auto d’epoca che commercializzava a prezzi assolutamente concorrenziali.

Le trattative correvano via sms e, quando sulla carta prepagata veniva accreditato il corrispettivo dovuto, il gioco era fatto in quanto alla vendita non corrispondeva la consegna dell’auto. Quando l’acquirente lamentava il ritardo l’astuto truffatore inizialmente tergiversava con false promesse per poi sparire nel nulla. Una vero e proprio boss del raggiro il 32enne genovese scoperto dai carabinieri della Stazione di Cadelbosco Sopra che l’hanno denunciato alla Procura di Reggio Emilia per il reato di truffa.

La vittima, un 48enne reggiano, appassionato d’auto d’epoca, ha risposto ad un annuncio su un sito di e-commerce acquistando un’autovettura Alfa GT Junior dopo aver concordato il prezzo in 12.000 euro. Ha versato quale caparra 500 euro tramite bonifico per poi scoprire di essere raggirato allorquando non ha potuto concludere la trattativa essendo il venditore sparito nel nulla. Quando ha capito di essere stato vittima di un raggiro, l’uomo ha sporto denuncia per truffa i carabinieri di Cadelbosco Sopra.

Dopo una serie di riscontri tra l’utenza telefonica associata all’inserzione esca, l’IP del computer utilizzato per l’annuncio e la carta prepagata dove erano confluiti i soldi, i carabinieri hanno concentrato le loro attenzioni investigative sull’odierno indagato nei cui confronti venivano acquisiti una serie di incontrovertibili elementi di responsabilità per il reato di truffa per la cui ipotesi di reato veniva quindi denunciato.

Per il 48enne reggiano la possibilità ora di essere ora risarcito in sede penale a conclusione dell’iter processuale mentre per il truffatore genovese  la consapevolezza di aver l’attenzione rivolta nei suoi confronti dai carabinieri di Cadelbosco Sopra che intendono far luce sul giro d’affari truffaldino dell’uomo che, con analoghe modalità, risulta aver compiuto altre truffe sempre trattanti auto d’epoca.