Brescello sciolto per mafia, le reazioni del mondo politico

Mezzetti: "Un'onta che non subiremo passivamente". Rossi: "Ferita storica per la nostra comunità". Manghi: "Notizia dolorosa". Costa: "Ora gli 'ndranghetisti sanno che anche qui non si scherza". Il sindaco Vecchi: "La battaglia alla mafia proseguirà fino a quando non l'avremo estirpata"

REGGIO EMILIA – Sono state numerosissime le reazioni del mondo politico dopo la notizia che il Comune di Brescello è stato sciolto per mafia dal consiglio dei ministri.

L’assessore regionale alla Legalità, Massimo Mezzetti: “Un’onta che non subiremo passivamente”
Per primo commenta la notizia l’assessore regionale alla Legalita, Massimo Mezzetti, che scrive: “Bene ha fatto il Consiglio dei ministri a sciogliere il Comune di Brescello, la lotta contro le mafie e per la legalità, che questa Regione sta portando avanti con forza e convinzione, non deve guardare in faccia a nessuno.  E la decisione presa dimostra, a differenza di quanto sostenuto nelle settimane scorse da qualcuno che ha fatto inutili polemiche, che non c’è alcun atteggiamento di riguardo nei confronti dei governi locali di questo territorio”.

“Sicuramente – prosegue – per l’Emilia-Romagna si tratta di un’onta che ci colpisce ma che non subiamo e non subiremo passivamente. Brescello è il primo Comune della nostra regione ad essere stato sciolto per mafia e questo ci sprona a fare ancora di più e ancora meglio sul fronte del contrasto alla criminalità organizzata e della prevenzione. Ognuno deve fare la sua parte senza propaganda ma con iniziative concrete, finché non avremo fatto fino in fondo pulizia e liberato la nostra regione da tutte le mafie”.

Il sottosegretario alla Regione, Andrea Rossi: “Ferita storica per la nostra comunità”
Una ferita storica per la nostra comunità e il per il territorio regionale. Così il sottosegretario alla presidenza della Giunta regionale, Andrea Rossi, ha definito il commissariamento per mafia del Comune di Brescello. “La notizia dello scioglimento per mafia del Comune in provincia di Reggio Emilia mi rattrista moltissimo, come amministratore regionale e come ex primo cittadino – ha detto Rossi – In primo luogo perché la nostra Regione ha impostato la sua crescita e il suo sviluppo su un insieme di valori importanti, che derivano direttamente dalla Resistenza e dalla Costituente. In secondo luogo, perché la moralità, l’onestà e l’interesse al bene comune sono state, per generazioni, il filo conduttore dell’operato degli amministratori e dei politici che si sono succeduti alla guida di municipi, province e altri enti pubblici”.

“La Regione ha reso possibile il processo Aemilia nelle strutture del territorio con un impegno finanziario superiore al milione di euro. – ricorda Rossi –  Un segnale che non ci facciamo spaventare dalla presenza di persone non gradite, perché disoneste e criminali. Questa Regione, da tempo, è la terra dell’ospitalità e dell’accoglienza: non certo terra in cui le dinamiche mafiose prevalgono nelle relazioni tra individui, che siano esse sociali, politiche e economiche. Oggi abbiamo bisogno di ricompattare il fronte unito di coloro che lottano per respingere chi delinque”.

“Bene ha fatto dunque il Consiglio dei Ministri, sulla base delle informazioni in suo possesso, a prendere questa non facile decisione – conclude Il sottosegretario Rossi – Non è il tempo delle divisioni. E’ il tempo in cui noi emiliano-romagnoli siamo chiamati a sconfiggere un male del nostro tempo come la mafia, tutte le mafie. E’ il tempo di dire, di ribadire ‘mai più’, perché questa sia la prima e ultima volta che un fatto di tale dimensione accada nella nostra terra”.

Il sindaco Vecchi: “La battaglia alla mafia proseguirà fino a quando non l’avremo estirpata”
Scrive il sindaco Luca Vecchi: “Lo scioglimento del Comune di Brescello deciso dal Consiglio dei Ministri è una decisione importante e una naturale conseguenza del percorso istituzionale compiuto in questi mesi. Questo atto ci deve rinsaldare nelle misure che come sindaci stiamo mettendo in campo atti e fatti per sconfiggere il cancro della mafia che si è infiltrato nei territori emiliano-romagnoli. Dalla decisione di costituirci parte civile al processo Aemilia, ai fondi stanziati per la costruzione dell’aula nel tribunale reggiano, dalla stipula di protocolli antimafia con la Prefettura sino al lavoro culturale nelle scuole e con le associazioni, gli strumenti che abbiamo concretamente varato vanno continuamente rinnovati e per quanto possibile aggiornati.  L’opera del comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, sotto il coordinamento della Prefettura e al quale hanno preso parte i rappresentanti della magistratura, delle forze dell’ordine e degli enti locali, Provincia e Comune capoluogo, è stata scrupolosa e approfondita nel valutare l’importante lavoro svolto dalla commissione d’accesso sul Comune di Brescello e nel sostenere l’iniziativa conseguente del Prefetto di Reggio Emilia. Ora, a chiusura di questa iter, giunge la decisione del Consiglio dei ministri, coerente conseguenza del lavoro svolto, ognuno per la propria parte, dal sistema istituzionale. La battaglia alla mafia che come  istituzioni stiamo conducendo non si ferma qui e proseguirà sino a quando non l’avremo estirpata. In queste settimane, come Comune di Reggio stiamo, a questo proposito, proseguendo nel percorso intrapreso, sia sul fronte delle white list, sia sul nuovo protocollo degli appalti”.

Il presidente della Provincia, Giammaria Manghi: “Notizia dolorosa”
Scrive il presidente della Provincia, Giammaria Manghi: “Lo scioglimento per mafia del Comune di Brescello, primo in Emilia-Romagna, è una notizia dolorosa, dinnanzi alla quale non possiamo sottrarci a ulteriori riflessioni e a nuove responsabilità sul tema della legalità, ma nemmeno dimenticare il cammino che tutta la comunità ha da tempo intrapreso per contrastare  ogni tentativo di infiltrazione. In particolare, lo dico anche da pubblico amministratore della Bassa Reggiana della cui Unione Brescello fa parte, da oggi siamo chiamati ad innalzare ulteriormente il livello di guardia e a rafforzare il nostro impegno collettivo per aiutare la  comunità brescellese ad affrontare e superare questa delicata fase. In questo senso credo che l’Unione stessa possa svolgere un ruolo fondamentale. Ma non dobbiamo dimenticare che la stessa decisione assunta oggi dal Consiglio dei ministri si basa sul serio lavoro coordinato dal prefetto Ruberto, anche attraverso la commissione d’indagine preposta, il cui lavoro è stato sottoposto al vaglio di un Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica al quale io e il sindaco Vecchi abbiamo partecipato”

Andrea Costa, segretario provinciale PD: “Ora gli ‘ndranghetisti sanno che anche qui non si scherza”
Andrea Costa, segretario provinciale PD, commenta: “Il decreto di scioglimento di Brescello non giunge certo inaspettato. Crediamo che il nostro governo abbia ben agito, esattamente nel solco tracciato a livello locale che ha portato alle dimissioni del sindaco e al commissariamento del Comune. A Brescello serviva una iniziativa straordinaria, anche a tutela di chi ha operato al servizio del bene comune con onestà. Lo Stato ha scelto di esserci. Gli ‘ndranghetisti ora sanno che anche qui, davvero, non si scherza. Le pulizie straordinarie di questo periodo di commissariamento saranno utili al futuro della comunità. C’è bisogno di voltare pagina e di pensare a un progetto nuovo. Innestandolo sulle gambe di chi ha dimostrato consapevolezza del problema e non ha paura di affrontarlo. Noi lo diciamo da subito: vogliamo essere di fianco ai brescellesi onesti per ricostruire, con loro, il futuro. Un futuro pulito e lontano da ombre, dove di nuovo Brescello sia il paese di Don Camillo e Peppone e non di Grande Aracri. Per questo già venerdì abbiamo scelto di far partire in paese la scuola di Legalità. Per questo nel fine settimana partirà la festa di Lentigione promossa dal Pd di Brescello. Combatteremo la ‘ndrangheta come sappiamo fare: unendo la comunità – che ancora, forse, non si è resa conto – in questa battaglia. Crediamo che quanti in queste settimane pensavano addirittura di ricandidarsi, accusando il PD di avere ordito trame politiche ai danni dell’amministrazione uscente, abbiano adesso modo di riflettere su ben altri problemi. Non è più questione di opinioni.

Il consigliere regionale Yuri Torri (Sel): “Un cambiamento sempre più urgente è necessario”
Aggiunge il consigliere regionale di Sel, Yuri Torri: “Brescello è il primo comune commissariato per mafia in Emilia-Romagna. Una notizia allo stesso tempo triste e grave, ma non inaspettata. Come SEL-Sinistra Italiana siamo stati tra quanti hanno chiesto le dimissioni del sindaco, sapendo che non avrebbero risolto il problema, ma sarebbero state il segnale di un cambiamento di rotta. Un cambiamento sempre più urgente e necessario. La mafia è anche in Emilia-Romagna, e oggi deve essere un giorno di riflessione, perché si reagisca con lucidità e determinazione. Il velo, tessuto tenacemente per nascondere il marcio, è stato squarciato. Tocca a tutti noi, nelle istituzioni e nella società lavorare, quotidianamente, perché quel velo non venga più ricucito”.

La senatrice Mussini: “Alfano dia ora contezza delle ragioni dello scioglimento”
Sulla vicenda interviene anche la senatrice reggiana Maria Mussini, vicepresidente del gruppo Misto: “Il ministro Alfano dia ora contezza dettagliata delle ragioni dello scioglimento. Essere informati è un diritto sacrosanto dei cittadini che si apprestano a votare alle imminenti elezioni amministrative locali. Questa decisione tardiva, se da un lato fuga il sospetto di insabbiamento, dall’altro conferma l’esistenza di una rete criminale consolidata che ha già trovato un riscontro nel quadro emerso da Aemilia, ma che non si può considerare esaurita nei comportamenti criminosi che fino ad ora sono stati oggetto di rinvio a giudizio in quel processo”.

Giovanni Paglia, deputato di Sinistra italiana: “C’è molto da lavorare e poco da minimizzare”
Infine Giovanni Paglia, deputato di Sinistra italiana: “Il Comune di Brescello è stato sciolto per mafia. Parliamo del posto dove il sindaco del PD Coffrini definiva una brava persona il boss Grande Aracri. È la prima volta che succede in Emilia Romagna e non si può parlare di fine di una brutta storia. Il processo Aemilia con tutte le sue implicazioni e articolazioni è infatti lì a dirci che abbiamo ancora tanto da riflettere su noi stessi, su cosa siamo diventati, su anticorpi tutti da costruire. C’è insomma molto da lavorare e poco da minimizzare”.