Aemilia, i sindacati: “Gup conferma danni a lavoratori”

Cgil, Cisl e Uil: "Riconosciuto nettamente il tema del caporalato"

REGGIO EMILIA – La sentenza emessa oggi nell’ambito del processo Aemilia “da’ ancora piu’ forza alle ragioni delle organizzazioni sindacali e alla scelta di stare dentro il processo per proseguire, anche in quell’importante contesto, la battaglia contro il crimine organizzato e il suo tentativo di penetrare l’economia legale, di ledere profondamente i diritti dei lavoratori, con gli effetti devastanti che sia l’indagine che il processo hanno messo in evidenza”.

Lo dichiarano in una nota i segretari di Cgil (Vincenzo Colla), Cisl (Giorgio Graziani) e Uil (Giuliano Zignani) dell’Emilia-Romagna. La sentenza sui riti abbreviati, pronunciata oggi a Bologna, “conferma l’impianto accusatorio emerso dall’indagine della Dda e, in particolare, l’esistenza di una associazione mafiosa di natura autonoma, fortemente radicata, che operava in diverse province emiliane. È un fatto rilevante che avra’ sicuramente riflessi anche sul procedimento in corso a Reggio Emilia”, scrivono i tre segretari.

“Il tema del lavoro e dei diritti sottratti ai lavoratori dall’organizzazione ‘ndranghetista emergono con nettezza. E’ anche significativo – continua la nota – che siano state riconosciute la sussistenza e l’attualita’ del reato di caporalato nel territorio emiliano, aggravato dall’utilizzo del metodo mafioso”. La sentenza conferma che “le rappresentanze del lavoro, oltre che i lavoratori in quanto tali- sottolineano Colla, Graziani e Zignani – sono tra i soggetti danneggiati dalla infiltrazione criminale”.

Oggi si e’ dimostrato che “la ‘ndrangheta e ogni altra forma di criminalita’ organizzata puo’ essere sconfitta. Dobbiamo far si’ che questa capacita’ di reazione si esprima appieno nell’impegno quotidiano messo in campo dalle Istituzioni e dall’insieme della societa’ civile ad ogni livello ed in ogni istanza”, si conclude la nota.