Trivelle, finto francobollo pro sì inganna le Poste

Sono state oggetto di un "pesce d'aprile" organizzato dal comitato di Reggio Emilia per il "si'" al referendum del 17 aprile sulle trivellazioni

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REGGIO EMILIA – Le Poste sono state involontariamente oggetto di un “pesce d’aprile” organizzato dal comitato di Reggio Emilia per il “si'” al referendum del 17 aprile sulle trivellazioni. Per “rompere il silenzio dei mass media sull’informazione al quesito referendario”, il comitato ha infatti spedito nei giorni scorsi 20 lettere ad altrettanti organi di informazione, affrancandole pero’ con con dei finti francobolli, del valore di 0,95 centesimi, che riportano una trivella sul mare e la scritta “Partecipare e’ un dovere di tutti”.

Ma invece di essere cestinate le missive corredate dal finto francobollo sono state regolarmente recapitate ai destinatari. In particolare le buste, imbucate il 29 marzo scorso in varie cassette delle Poste di Reggio Emilia e Modena, sono state consegnate puntualmente il 31 marzo con tanto di annullo, sul francobollo tarocco, effettuato ieri dal Centro di smistamento di Bologna. Ideatore e grafico dell’iniziativa e’ Donato Vena presidente dell’associazione Lucana di Reggio Emilia che fa parte del Coordinamento di Reggio per il “si'” al referendum.

“E’ evidente che l’obiettivo dello scherzo non sono le Poste, a cui i referendari dicono grazie per la loro involontaria collaborazione, ma i mass media che avendo in mano una notizia devono obbligatoriamente pubblicarla e parlare del referendum”, spiega Vena. Il comitato si domanda inoltre “quanto pagherebbero i collezionisti filatelici per ottenere uno dei 20 esemplari stampati al mondo?”. Le offerte sono aperte, almeno per il francobollo in possesso del comitato reggiano che lo vendera’ all’asta per autofinanziarsi.

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