Si è spento l’attore Paolo Poli, lutto nel mondo della cultura

Coltissimo ed eclettico, aveva 86 anni. Ha interpretato una carrellata di personaggi sterminata, spaziando dal cabaret al teatro impegnato. Paladino degli omosessuali, ha sempre trattato temi anche scabrosi con aristocratico garbo e ironia.

FIRENZE – Lutto nel mondo del teatro. È morto a 86 anni Paolo Poli, grande e istrionico attore fiorentino fiorentino, che tante volte ha calcato i palcoscenici reggiani raccogliendo consensi entusiasti del pubblico che lo hanno visto negli anni interpretare i ruoli più disparati, da quelli dell’Asino d’Oro di Apuleio al cinico libertino de “Le relazioni pericolose” di Choderlos de Laclos passando per  carrellata incredibile di personaggi recitati “en travesti”.

L’ultima volta che i reggiani si erano precipitati ad assistere ad una sua performance è stato il 20 dicembre scorso, quando il vulcanico attore aveva chiusoalla Fonderia39  il “Festival sonoro della letteratura” aveva offerto una sua personalissima interpretazione de “La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene” di Pellegrino Artusi accompagnato dalla maestra di cucina Luisanna Messeri. “Un fuoriclasse assoluto – dicono dall’Arci gli organizzatori del Festival – per talento, genio e classe. Il nostro saluto e il nostro ringraziamento a Paolo Poli, maestro anche nell’insegnare (senza alzare mai la voce) il coraggio di essere se stessi. Grazie infine per la sua bellissima cattiveria”.

Instancabile, Poli aveva portato avanti anche negli ultimi mesi numerosi progetti. Ad esempio, nel giugno dello scorso anno era tornato in tv dopo 40 anni con ‘E lasciatemi divertire’.
Paladino degli omosessuali, ha sempre trattato temi anche scabrosi con aristocratico garbo e ironia.

Outsider del teatro italiano, uomo colto, brillante, l’attore e regista era nato nel 1929. Dopo la laurea in letteratura francese, inizia ad affermarsi come attore teatrale negli anni ’50. A vent’anni partecipa ad alcune trasmissioni di Rai Firenze con favole, gag, canzoni e prosa;  nello stesso anno inizia gli studi universitari che riesce a portare a compimento, pur continuando ad esibirsi. Tra il 1949 e il 1950 Poli si esercita anche a prestare voce a streghe, cavalieri e principesse senza fili: eroi buffi di cui è affollato il carro di Trespi del burattinaio Stac. Si aggiungono le serate con la “Compagnia dell’Alberello”, allora agli esordi. Nel 1954, a dimostrazione della crescente fama, la Compagnia dell’Alberello inaugura il teatro Goldoni, riaperto dopo quasi trent’anni. Tra gli amici di sempre Beppe Menegatti, marito di Carla Fracci, e Franco Zeffirelli.

Non solo teatro nella sua lunga carriera, ma anche cinema, televisione, radio, libri con un unico comune denominatore: la forte carica comica ed eversiva, lo spirito ridanciano e surreale. Da “Canzonissima” all’operetta (“Al cavallino bianco”) dal teatro in cui ha interpretato spesso testi scritti in prima persona, ma anche opere di Becket e Genet, Palazzeschi e Marinetti, Alfieri, Gozzano, Wilde e Diderot, al cinema di Duccio Tessari e Gianni Amelio con “Felice chi è diverso”, una sorta di autobiografia cinematografica, uno degli ultimi lavori. Una sorta di testamento spirituale.
“Con Paolo Poli scompare un grande della cultura italiana”. Così il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che questa sera ha sentito la sorella Lucia per esprimerle il suo dolore, ricorda l’attore fiorentino. ”Eravamo come due fratelli, legatissimi, anche Carla lo era. Siamo nati nella stessa città, cresciuti insieme, stesse scuole, stessa università. E insieme abbiamo cominciato calcando le scene con Brecht e Garcia Lorca. Un pezzo della mia vita se ne va con Paolo”, ha dichiarato il regista Menegatti. Ed ha aggiunto: ”Rimarrà sempre nei nostri cuori. Un angelo se ne è andato. Il nostro dolore è inesprimibile”.