San Bartolomeo, una grillina comprò casa nel resort abusivo

Il consigliere comunale pentastellato, Alessandra Guatteri, acquistò nel 2009 un residence nel complesso del Golf club Matilde di Canossa i cui costruttori furono condannati per lottizzazione abusiva. Lei: "Noi proprietari non venimmo mai tirati in causa, in quanto venne riconosciuta la nostra buona fede"

REGGIO EMILIA – Nella querelle relativa alla casa del sindaco, acquistata nel 2012 da un costruttore, Francesco Macrì, che tre anni dopo venne arrestato per associazione a delinquere di stampo mafioso, spunta fuori, secondo quanto riporta il sito 24Emilia, la vicenda di un’altra casa. Ovvero quella acquistata nel 2009 da Alessandra Guatteri, attuale consigliere del Movimento 5 Stelle, nei pressi del Golf Club Matilde di Canossa.

Il fatto è che Guerrino Salsi e Giulio Panciroli, i costruttori dei residence in quella zona con la loro “Fonti di Matilde”, furono poi condannati nel 2013 dal Tribunale di Reggio a otto mesi di arresto, a 14mila euro di multa ciascuno e al pagamento delle spese processuali per lottizzazione abusiva. Angela Calzolari: l’ex dirigente del servizio edilizia del Comune di Reggio, accusata di omesso controllo, venne invece prosciolta dalle accusa. Fu dimostrato che avevano edificato e successivamente immesso sul mercato immobiliare un villaggio di lusso destinato a residenze private che in origine, secondo quanto disposto dalla pianificazione urbanistica, avrebbe dovuto essere limitato a svolgere funzione di residence per i clienti del Golf Club.

La Guatteri, che attualmente vive a Reggio in via Campo Marzio nella casa ereditata dal padre, in un post su Facebook, si difende sostenendo di essere stata una vittima di quella lottizzazione abusiva: “Nel luglio 2005, avevo firmato il compromesso per quella che sarebbe dovuta diventare la mia prima casa, che era ancora sulla carta e che doveva essere costruita dall’azienda Le Fonti di Matilde srl, in località San Bartolomeo. Doveva essere una prima casa e infatti per 4 anni ho regolarmente pagato le fatture di acconto che riportavano un’Iva al 4%. Improvvisamente, nel 2009, al momento di andare a rogito, il costruttore ci spiegò che non stavamo acquistando una casa, e che, nonostante lui avesse pagato regolarmente gli oneri di urbanizzazione per costruire delle abitazioni, nel frattempo era cambiata la legge, morale della favola stavamo per acquistare un residence, in classificazione D2. Inoltre aggiunse che qualcuno aveva fatto un esposto contro di lui e quindi rischiava di fallire. A quel punto interpellammo un avvocato al quale sottoponemmo tutta la questione”.

Bisogna a questo punto fermarsi un attimo e spiegare la vicenda della lottizzazione abusiva nei pressi del Golf Club Matilde di Canossa. La Fonti di Matilde realizzò a margine del Golf Club “Matilde di Canossa” un villaggio di lusso destinato a residenze private che avrebbe dovuto svolgere solo funzione di residence per i clienti del Golf Club. In realtà vennero realizzati ben 2.083 metri quadrati di edifici residenziali poi venduti.

Alessandra Guatteri

Alessandra Guatteri

L’obiezione che potrebbe sorgere a questo punto è che la Guatteri, una delle principali accusatrici del sindaco Vecchi per il suo comportamento relativo alla casa di Masone, sapeva, come lei stessa ha ammesso nel post su Facebook, nel momento in cui ha acquistato la casa nel 2009, che c’erano dei problemi. Eppure, di fatto, non ha nessuna colpa. Aveva già firmato il compromesso. Ha fatto tutto dal notaio, in regola, e la casa è diventata al 50% sua. Dovrebbe valere la stessa cosa anche per Vecchi che, quando ha acquistato la casa, certo non poteva sapere che tre anni dopo quella persona sarebbe stata arrestata. Vero che lui non ha detto subito che l’aveva acquistata da Francesco Macrì quando venne arrestato nel 2015, ma neanche la Guatteri ha raccontato questa storia quando è arrivata in consiglio comunale nel 2014.

Vediamo dunque come continua la Guatteri nel suo post: “L’avvocato ci spiegò che in ogni caso noi non avremmo dovuto avere problemi e che ci conveniva andare a rogito il prima possibile per evitare la revocatoria in caso di fallimento del costruttore. Lo stesso ci venne spiegato dal notaio Maura Manghi (attuale consigliere comunale del Pd, ndr), presso il cui studio ci trovammo qualche settimana prima di andare a rogito, presenti anche il costruttore Panciroli (amministratore delle Fonti di Matilde) e altri futuri proprietari. Venimmo rassicurati sulla correttezza di tutta l’operazione anche dal notaio e quindi decidemmo di procedere con l’acquisto. La casa venne rogitata in classificazione D2, ma due mesi dopo l’Agenzia delle Entrate comunicò ai proprietari che la classificazione era stata mutata d’ufficio in A2. Insomma, una gran confusione: gli acquirenti finirono in mezzo a un’ enorme controversia tra Comune di Reggio, costruttore ed Agenzia del Territorio. Acquirenti che erano la parte debole e alla fine furono l’unica parte di fatto lesa”.

La lottizzazione abusiva realizzata a San Bartolomeo fece molto discutere all’epoca. Matteo Olivieri, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, disse nel 2012: “Il Comune deve avviare le procedure per revocare l’agibilità, attivare lo sgombero e procedere alla confisca, altrimenti è corresponsabile dei fatti”. Conclude la Guatteri: “Noi proprietari non venimmo mai tirati in causa, in quanto venne riconosciuta la nostra buona fede. Ogni atto è sempre a disposizione della stampa. Ora gradiremmo che il sindaco di Reggio Emilia mostrasse le fatture ed i bonifici dei pagamenti della ristrutturazione della casa di Masone ai giornalisti”.