Pericoloso camion “taroccato”, fermato un ungherese foto

Era una "mina vagante": poteva guidare all'infinito grazie a un sofisticato congegno elettronico che truccava i tempi di guida e di riposo

GUASTALLA (Reggio Emilia) – Cronotachigarfo taroccato, camionista ungherese nei guai. Durante un controllo a Guastalla è stato infatti scoperto dalla Polizia Stradale un sofisticato congerno elettronico per alterare i dati dell’apparecchio di registrazione dei tempi di guida e di riposo dei camion: da ciò può nascere un pericolo per la sicurezza poiché un autista, utilizzando arriva a condurre un veicolo per molte più ore di quelle previste.

Continuano serrati i controlli della Polizia Stradale di Reggio Emilia sull’autotrasporto di merci, finalizzati al rispetto delle normative molto stringenti nel settore e volte esclusivamente nell’interesse primario della sicurezza stradale e nella giusta concorrenza tra imprese esercenti la stessa tipologia di attività. È proprio in questa direzione che una pattuglia del Distaccamento di Guastalla nel pomeriggio di ieri procedeva al controllo di un autoarticolato di nazionalità ungherese diretto verso uno stabilimento della zona al fine di caricare merce diretta all’estero.
Durante le prime verifiche, gli agenti appuravano come i dati forniti dal sistema cronotachigrafo non coincidevano rispetto al tragitto percorso dal mezzo pesante.
Poiché nemmeno il conducente ungherese, non era in grado di giustificare tali incongruenze ed anomalie, gli agenti accompagnavano l’autoarticolato presso una vicina officina meccanica al fine di effettuare più accurati controlli.

Con una particolare strumentazione elettronica, i tecnici, coadiuvati dai poliziotti, procedevano a rilevare dati ed impulsi dalle varie centraline del mezzo.
Dopo varie analisi partendo appunto dalla cabina dell’autista, gli agenti, seguendo le varie cablature elettriche, arrivavano così al controllo del trasmettitore dei dati al tachigrafo digitale che viene a trovarsi direttamente installato sull’albero di trasmissione del motore.
Procedevano a smontare il sensore così da poterlo analizzare, rinvenendo al suo interno e ben occultato grazie ad un sistema di sigillatura e verniciatura, tale da confondere un eventuale controllo non accurato, un sofisticato circuito stampato  dotato di ricevitore al quarzo.

Gli agenti, sequestravano immediatamente tutto il sistema atto alla manomissione dei dati del sistema cronotachigrafo del camion , operando nel contempo al ritiro della patente di guida dell’autotrasportatore ed elevando numerose violazioni al Codice della Strada per un importo superiore a 10mila euro.

L’azione della Polizia, capace di svelare i trucchi dei cronotachigrafi in una spirale di rischi sulla strada e concorrenza sleale: “Non c’è solo un rischio fisico per la collettività: alterare il sistema cronotachigrafo significa entrare in una spirale di illeciti amministrativi e penali, creare un cono d’ombra tra quello che dovrebbe essere e quello che si vuole far apparire (o nascondere) e nei coni d’ombra c’è spazio per la concorrenza sleale, per la qualità del trasporto e del traffico, per la sicurezza del lavoratore e di chi si trova sulla sua strada”.

Gli agenti procedevano così a denunciare l’ungherese  all’Autorità Giudiziaria per il reato connesso alla sicurezza che prevede una reclusione fino a 10 anni.
L’azione della Polizia Stradale, diretta a smascherare questi cronotachigrafi “taroccati” è decisamente fondamentale nell’ottica della salvaguardia e sicurezza della circolazione stradale, ove non è infrequente, trovare coinvolti in gravi incidenti stradali, proprio veicolo pesanti, che causano gravi danni a cose e soprattutto a persone.
Questi controlli, come già detto, rientrano nella più ampia e complessa attività voluta sin dalle prime ore dal suo insediamento nella provincia reggiana dall’attuale dirigenza, tesa al rispetto della legalità sotto ogni aspetto.