Parco Innovazione, tre multinazionali nel mirino

Avviati rapporti per favorirne l'insediamento nell'area ex Reggiane. Progetto pubblico-privato da circa 31 milioni per il rilancio dello sviluppo economico

REGGIO EMILIA – Ci sono anche tre multinazionali tra le aziende con cui sono avviati rapporti per favorire il loro insediamento nel “parco dell’innovazione” di Reggio Emilia. Obiettivo del progetto, intorno al quale ruotano investimenti pubblici e privati per circa 31 milioni, è il rilancio dello sviluppo economico cittadino attraendo nuove imprese nei capannoni delle ex Officine Reggiane, uno dei quali già occupato dal Tecnopolo.

I fari sono quindi puntati sui due capannoni limitrofi (il 17 e il 18), al momento oggetto di bonifica e interventi strutturali di messa in sicurezza. Le leve dell’operazione sono in mano alla società di trasformazione urbana (Stu) nata nel 2014 per volere del Comune di Reggio e partecipata per il 70% dalla stessa amministrazione e per il 30% da Iren Rinnovabili, con la mission collaterale di riqualificare l’intero comparto urbano delle Officine.

Proprio la giunta reggiana dunque, rappresentata dall’assessore al Bilancio Francesco Notari e da quello alla Rigenerazione urbana Alex Pratissoli, insieme all’amministratore della Stu Luca Torri, hanno restituito giovedì sera in commissione Bilancio la fotografia della situazione attuale richiesta dal Movimento 5 stelle.

Ai quesiti dei pentastellati sulle manifestazioni di interesse ricevute per gli spazi in allestimento nei capannoni, Torri comunica che sono in tutto 10, provenienti da 8 aziende e due ordini professionali (quello dei commercialisti e quello degli architetti) interessati a trasferirvi la loro sede. Ogni manifestazione è stata “consolidata” con una quota variabile tra i 5 e i 30 mila euro a seconda della metratura richiesta.

I contratti preliminari di vendita degli spazi, stima Torri, si concluderanno entro questo mese. I prezzi al metro quadro sono di 1.600 euro per le aziende e 1.400 euro per gli ordini. In dettaglio sono già 9800 i metri quadri di spazi “opzionati” sui circa 11.000 disponibili nei capannoni 17 e 18, a cui si aggiungono i 1000 metri quadri occupati dalla società che gestisce il Tecnopolo Reggio Emilia Innovazione.

Passando agli aspetti finanziari, il Comune di Reggio, in forza del suo 70% di partecipazione nella Stu, è chiamato ad un investimento dilazionato negli anni di 12,9 milioni, di cui al momento sono stati versati solo 100.000 euro di capitale sociale. Ammontano invece a 2,4 milioni le risorse ad oggi investite da Iren rinnovabili, cui spetta un onere di 5 milioni e mezzo per l’acquisto dei terreni oltre a 2,5 milioni di capitale sociale.

Sotto il profilo urbanistico i lavori, suddivisi in 7 stralci, riguarderanno non solo i due capannoni delle Reggiane, ma anche la viabilità dell’area (viale Ramazzini) il rifacimento di Piazzale Europa, e la creazione di 250 posti auto (in vendita o in affitto) a servizio delle aziende che si insedieranno nell’area.

Qualche perplessità destano però nel Movimento 5 stelle le modalità con cui la Stu, che ora sta operando sui capannoni con un accordo di “affitto con riscatto” stipulato con il proprietario (la Fantuzzi immobiliare) entrerà definitivamente in possesso dei terreni.

Le opzioni sono la contropartita in denaro o lo scomputo dal prezzo dei lavori di bonifica e messa in sicurezza, operazione che dovrebbe portare ad un esborso di solo un milione. Altro aspetto sottolineato dai pentastellati è quello del debito della società di trasformazione, stimato tra i 7 e i 10 milioni.

“Se tutti i soggetti interessati comprano – rassicura l’assessore Notari – il debito sarà estinto nel 2018. Già oggi se avessimo accettato tutte le manifestazioni di interesse saremmo al 100%”. Il confronto sull’operazione è appena agli inizi. Riprenderà tra una ventina di giorni quando, dopo il bilancio di previsione 2016, il piano finanziario della Stu approderà in Consiglio comunale.