Maxiprocesso Aemilia, terminato il primo round

Oltre 40 parti civili, tra cui sindacati e i Comuni di Reggio, Reggiolo, Montecchio, Gualtieri, Bibbiano e la Provincia. Tra gli assenti eccellenti l'ex calciatore Vincenzo Iaquinta e del padre Giuseppe, difesi dall'avvocato Carlo Taormina

REGGIO EMILIA – Si chiude con un rinvio al prossimo 20 aprile, la prima udienza del dibattimento del processo Aemilia, partito questa mattina nel tribunale di Reggio.

Il rinvio, stabilito dal presidente del Tribunale e del collegio dei giudici Francesco Maria Caruso è motivato anche dalle irregolarità emerse nelle procedure di notifica a due dei 147 imputati coinvolti, di cui uno di nazionalità cinese che avrebbe avuto bisogno di un interprete. La maggior parte degli imputati, accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso, non era presente in aula e si è fatta rappresentare dai propri legali.

Tra i presenti Gianluigi Sarcone, Pasquale Brescia (l’autore della lettera dal carcere al sindaco Luca Vecchi), Alfonso Mendicino (protagonista del video contro i reggiani e delle minacce contro il consigliere regionale della Lega nord Gabriele Delmonte), Antonio Muto, Gaetano Blasco, Floro Vito e Francesco Amato, che è stato allontanato dall’aula dopo aver ripetutamente interrotto i lavori del processo. Tra le assenze eccellenti quelle dell’ex calciatore Vincenzo Iaquinta e del padre Giuseppe, difesi dall’avvocato Carlo Taormina.

In videoconferenza dal carcere dell’Aquila, dove è detenuto, è invece intervenuto Michele Bolognino, ritenuto dagli inquirenti uno dei referenti della ‘ndrangheta in Emilia, che ha revocato l”incarico ad uno dei suoi avvocati e reso dichiarazioni spontanee. In aula anche l’imprenditore modenese Augusto Bianchini, coinvolto nell’inchiesta sulle cosche insieme alla moglie Bruna Braga.

A conclusione delle procedure di appello, avanzate a rilento, sono state formalizzate le richieste di parte civile. La lunga lista annovera, oltre ad alcuni cittadini privati e alla giornalista Sabrina Pignedoli della redazione reggiana del ”Resto del Carlino”, i soggetti che si erano già costituiti nella fase delle udienze preliminari tra cui: la Regione Emilia-Romagna, il Comune e la Provincia di Reggio Emilia, i Comuni reggiani di Gualtieri, Reggiolo, Montecchio e Bibbiano, quello modenese di Finale Emilia e quello parmense di Sala Baganza.

E ancora: l”associazione Libera, Confindustria nazionale, gli autotrasportatori Cna, Legambiente, la Cgil regionale, di Reggio e di Modena, la Uil regionale e l’Associazione stampa dell”Emilia-Romagna. Infine il Consiglio dei ministri, la fondazione antiracket Borsellino e l’Agenzia delle entrate. Nuovi soggetti che hanno invece formalizzato oggi la richiesta di costituirsi parte civile sono il Comune di Parma, quello di Mirandola e di Viadana, la Città metropolitana di Bologna, l”associazione Sos Impresa, le Fondazioni Caponnetto e Antiusura e il consorzio “Ricommerciamo” di San Felice sul Panaro. Diverse posizioni di parte civile sono state rafforzate chiedendo il risarcimento anche per il cosiddetto “reato di scopo”, una sorta di aggravante rispetto all”associazione a delinquere.

Il presidente Caruso ha poi snocciolato il calendario delle prossime udienze previste. Un vero e proprio tour de force, contestato anche da alcuni avvocati, a cui però è stato risposto che le udienze sono prenotate ma non è detto si terranno tutte. La prima fissata nel mese di aprile è per il 20 e saranno discusse le motivazioni presentate dalle parti civili. Sempre ad aprile il processo si terrà il 27 e il 29. Le date di maggio sono: 4, 6, 11, 13, 18, 20, 25, 27. Quelle di giugno: 1, 8, 10, 15, 17, 22, 24 e 29. A luglio: 6, 8, 13, 15, 20, 22. Dopo la pausa estiva si riprende a settembre con due udienze calendarizzate: il 7 e il 9