Mafie, il Sulpl: “Stop ai vigili a fianco del sindaco”

Falcitano (Sulpl): "Da una settimana non ci viene più richiesto. Su questa vicenda l'unico che ci ha incontrato è stato il prefetto: il sindaco e il comandante Russo non hanno mai voluto parlare con noi"

REGGIO EMILIA – “Da circa una settimana non ci viene più richiesto di accompagnare il sindaco”. Lo dice Luca Falcitano, segretario del Sulpl, a Reggio Sera. Dopo che il primo cittadino aveva ricevuto una lettera di minacce da Pasquale Brescia, imputato di Aemilia attualmente in carcere con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso, la prefettura aveva deciso di istituire una vigilanza rafforzata per il sindaco che, di fatto, consiste in un maggior controllo delle forze di polizia nelle zone in cui è presente il primo cittadino.

In più, dopo quella riunione in prefettura, era comparso un agente che accompagnava sempre il sindaco nei suoi spostamenti. Su questo era stata fatta polemica da parte del Sulpl che chiedeva chiarimenti sul ruolo della polizia municipale.

Falcitano, quindi, adesso non c’è più un agente che accompagna il sindaco?
No, dopo l’incontro in prefettura del 18 di febbraio non c’è più. Sarà circa una settimana che i nostri due colleghi non svolgono più questo servizio.

Cosa vi ha detto il prefetto durante questo incontro?
Ci ha detto che lui non aveva mai deciso una scorta, perché questa decisione spetta al ministero degli Interni e che, per qualsiasi altra questione, dovevamo parlare con il Comune che è il nostro datore di lavoro.

Voi avevate chiesto un incontro anche con il sindaco e con il comandante della polizia municipale, Antonio Russo. Vi hanno ricevuto?
No, lo abbiamo chiesto a più riprese, ma non siamo mai stati ricevuti. Il sindaco dice che non ci vuole incontrare. Ieri sera ci ha fatto sapere che queste cose sono di competenza del comandante Russo che, tuttavia, non ci incontra neanche lui.

Quali sono le vostre obiezioni per questo servizio che avete fatto?
Se si tratta di una scorta, noi non siamo addestrati per farla. In alcuni Comuni questo servizio viene svolto, ma i nostri colleghi sono formati e vengono anche pagati di più per adempiere a questo compito. Se invece si tratta di svolgere un servizio di autista, faccio notare che non è nelle nostre mansioni.

Vi è arrivata una nota scritta che vi chiedeva di accompagnare il sindaco?
Non è mai arrivata, ovviamente, dalla prefettura e non è mai arrivata neanche dal comando. Dal comando, a voce, hanno detto ai colleghi di andare a fare accompagnamento al sindaco. Se mi chiedono di fare una cosa del genere, io obbedisco.

Cosa volevate chiedere al sindaco e a Russo?
Volevamo chiedergli il motivo di questa cosa e chiedergli cosa deve fare la polizia municipale in queste condizioni. Il comandante e il sindaco non ci hanno risposto. L’unico che ci ha ricevuto è stato il prefetto. Fa riflettere il fatto che ci incontrano delle istituzioni esterne, ma non il nostro datore di lavoro.

L’accompagnamento della polizia municipale a Modena è stato disposto anche per la moglie del sindaco Vecchi, Maria Sergio. Pensa che gli stessi problemi verranno sollevati anche a Modena dai suoi colleghi?
Sì, so per certo che hanno già sollevato la stessa questione che abbiamo fatto presente noi qui a Reggio.