Mafie, rinviato a giudizio chi minacciò la Spadoni

"Per tentata violenza privata con l'aggravante di aver agito con metodo mafioso". Il cittadino Domenico Le Rose avvicinò la deputata durante un comizio e le disse: "Lei Grande Aracri non lo deve neanche nominare"

REGGIO EMILIA – Domenico Lerose, il cittadino cutrese che il 18 ottobre 2014 in piazza Martiri del 7 luglio a Reggio Emilia, al termine di un comizio minaccio’ la parlamentare del Movimento 5 Stelle Maria Edera Spadoni intimandole ”lei Grande Aracri non lo deve neanche nominare” (riferendosi a Francesco Grande Aracri, boss della ndrangheta condannato per mafia in via definitiva nel 2008 e considerato dai magistrati uno dei reggenti della cosca che poco prima era stato citato ed attaccato dalla parlamentare pentastellata, ndr), ieri e’ stato rinviato a giudizio per tentata violenza privata con l’aggravante di aver agito con metodo mafioso”.

Lo rendono noto i parlamentari del Movimento 5 stelle della commissione Antimafia venuti a conoscenza della decisione del gip del Tribunale di Bologna al termine dell’udienza preliminare svoltasi questa mattina nella citta’ felsinea. Poi, aggiungono: “Attendiamo fiduciosi l’esito del procedimento giudiziario. E’ inaccettabile che non si possa liberamente esprimere il proprio pensiero in piazza, facendo il nome e cognome di condannati per ‘ndrangheta – spiegano i parlamentari M5S della commissione Antimafia – la cosa piu’ importante e’ che i cittadini prendano coscienza del pericolo della mentalita’ omertosa che porta al consolidamento delle infiltrazioni mafiose in tutto il Paese”.