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Mafie, Mezzetti bacchetta i pm: “A volte sordi a denunce”

L'assessore regionale alla Legalità: "Parlando di omertà si autoassolvono". I sindacati: "Il ministero metta nelle condizioni il Tribunale di Reggio di operare"

REGGIO EMILIA – La magistratura che ha giustificato le difficolta’ ad indagare sulle infiltrazioni mafiose parlando di “omerta’”, compie “un’azione auto-assolutoria”. Infatti “le denunce che sono state presentate non sempre hanno trovato orecchie pronte ad ascoltare”. L’affondo contro i giudici arriva dall’assessore regionale alla Legalita’ Massimo Mezzetti, intervenuto questa mattina ad un incontro con Cgil-Cisl-Uil dell’Emilia-Romagna a Reggio Emilia, alla vigilia di due rilevanti appuntamenti che interesseranno la citta’ del Tricolore la prossima settimana.

Mercoledi’ si apre infatti la fase dibattimentale del processo Aemilia, la cui udienza preliminare e quella dei riti abbreviati si stanno svolgendo a Bologna. L’avvio del procedimento e’ pero’ preceduto, lunedi’ 21, da una manifestazione promossa a Reggio da Libera e Avviso Pubblico in occasione della “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”, che proprio ieri ha incassato al Senato un primo via libera al riconoscimento come ricorrenza nazionale.

A proposito del dibattimento Mezzetti interviene anche sulla partita ancora aperta del personale in forza al Tribunale reggiano, tornato ieri sotto i riflettori dopo che il ministro Andrea Orlando ha chiuso sulla possibilita’ di incrementare l’organico. E anche la Regione, spiega l’assessore, “non puo’ intervenire sul personale perche’ non e’ sua la competenza, cosi’ come non poteva intervenire, ma lo ha fatto, investendo quasi 1,2 milioni per celebrare il processo prima a Bologna e ora a Reggio”. Conclude quindi Mezzetti: “Auspichiamo che il governo intervenga almeno sul personale, visto che non lo ha fatto sul piano economico”.

Analoga richiesta a quella di Mezzetti viene da Cgil-Cisl-Uil, per la prima volta parte civile in un processo, che sull’opportunita’ di celebrare il processo a Reggio Emilia ribadiscono: “C’e’ un forte significato civile in questa scelta: la possibilita’ per tanti cittadini di seguire il dibattimento e segnare, con la propria presenza, la volonta’ di espellere la ‘ndrangheta e tutte le mafie dal corpo sociale ed economico emiliano”. Ma adesso, concludono i sindacati, “serve un ulteriore passo: e’ necessario che il ministero metta nelle condizioni il Tribunale di Reggio di operare, dotandolo dell’organico necessario e coinvolgendo le altre istituzioni, raccogliendo cosi’ l’appello ripetutamente espresso dal presidente del tribunale di Reggio e dalle organizzazioni sindacali” (Fonte Dire).