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Mafie e veleni, il sindaco va al contrattacco e minaccia querele

Il primo cittadino Luca Vecchi: "Non c'è alcun dovere di privacy, nemmeno quando si tratta di vicende che attengono la sicurezza, nemmeno quando coinvolgono minori?"

REGGIO EMILIA -“Mi domando cosa aggiunga al dovere di cronaca citare fatti e situazioni che coinvolgono persone della mia famiglia non adulte. Non c’è alcun dovere di privacy, nemmeno quando si tratta di vicende che attengono la sicurezza, nemmeno quando coinvolgono minori?”.

Il sindaco Luca Vecchi va al contrattacco e minaccia querele dopo le notizie che sono uscite relativamente alla vigilanza a cui lui e la sua famiglia sono stati sottoposti, dopo le minacce subite dall’imputato per mafia Pasquale Brescia. Scrive il sindaco: “Per qualcuno, che oggi ha pubblicato in questo senso, evidentemente no, ma sia chiaro: nel momento in cui si è scelto di parlare di mio figlio in un articolo si è andati troppo oltre, e reagirò con la massima durezza”.

Spiega Vecchi relativamente alle polemiche nate sull’accompagnamento della polizia municipale: “Nel comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza del 2 febbraio 2016, a seguito della lettera intimidatoria di un imputato per mafia, il confronto con gli organi competenti ha sottolineato l’esigenza di rafforzare la vigilanza su alcune situazioni che mi coinvolgono come sindaco. La decisione, anticipatami sinteticamente, è stata discussa in una sessione dedicata alla quale non ho partecipato, come già comunicato il giorno stesso”.

La prefettura ha inviato alla stampa una nota in cui si richiama la riunione del 2 febbraio scorso in occasione della quale, dopo le minacce fatte pervenire alla redazione del Resto del Carlino da parte di Brescia al primo cittadino, il coordinamento delle forze di polizia decise di “suggerire comportamenti di massima cautela fra cui opportune misure di tutela del palazzo municipale con un’adeguata sorveglianza degli accessi ad opera della polizia municipale” e “la raccomandazione dell’uso di un’autovettura di servizio per i suoi spostamenti lavorativi e che in tali occasioni fosse preferibile che venisse accompagnato da un operatore della polizia municipale”.

Continua Vecchi: “Non è di mia pertinenza sapere quali e quante pattuglie delle forze dell’ordine sorveglino i luoghi che frequento. In quella sede però la raccomandazione che è stata esplicitata da chi di dovere, sia al sottoscritto che ai miei collaboratori, è stata quella di prevedere anche un accompagnamento da parte di un agente della polizia municipale per i miei spostamenti di carattere istituzionale. Fino a quel momento mi sono sempre spostato autonomamente, non ho mai né richiesto né preteso di essere accompagnato da un vigile, né men che meno ho mai chiesto o preteso auto blu con autista. A Reggio Emilia in Comune si usa così, da tempo. A questa raccomandazione degli organi dello Stato è stato dato seguito dagli uffici comunali, riconoscendo ai componenti del comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza l’indubbia professionalità e la capacità di valutare quali fossero le misure più opportune da adottare in una situazione di questo tipo”.

Il sindaco fa notare che “a fronte di ciò peraltro, da un mese, su alcuni organi di informazione vengono indicati i miei spostamenti, sono stati pubblicati persino riferimenti e immagini del mio domicilio e oggi si arriva al punto che si indicano tipologia ed elementi puntuali dei servizi di vigilanza messi in atto su persone della mia famiglia”.

E poi si rivolge al M5S: “Ai 5 stelle, che chiacchierano di abuso d’ufficio e peculato, ho solo una cosa da dire: stiano molto sereni. In questo Comune la prima attenzione che viene posta è proprio quella di agire secondo le leggi. Il loro ennesimo esposto si rivelerà un buco nell’acqua. Continuino pure a sgomitare sotto gli occhi della città, facendo loro le parole di un imputato per mafia e ripetendole, provando a portare a termine il tentativo di delegittimare le istituzioni: questo scelta non farà altro che continuare a danneggiare loro, prima di tutto. Ai Civici, che parlano ad ogni stormir di fronda, consiglio la lettura del comunicato ufficiale della prefettura: scopriranno, ahiloro, la farsa che loro stessi interpretano”.

E conclude; “Per parte mia rimango in attesa delle risultanze della denuncia presentata. Ho dato mandato al mio legale di valutare ulteriori azioni a fronte di uno stillicidio infamante e aggressivo che si protrae da troppe settimane nel quale, secondo alcuni, ogni pretesto è utile per azionare la macchina del fango”.