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Istoreco, in mille nel 2016 per un viaggio nella memoria e nel presente

Il bilancio di Istoreco: una storia che oggi propone ancora morti, conflitti, purghe e milioni di persone in fuga

REGGIO EMILIA – “Quegli anni e quel mondo sono più vicini a noi di quello che pensiamo”. Il Viaggio della Memoria 2016 di Istoreco è finito nella sua parte centrale. A inizio marzo, dopo tre turni, 21 pullman e 1.100 persone coinvolte, l’iniziativa di Istoreco ha concluso la sua sezione più importante, quella nei luoghi del dominio e della ribellione al nazismo. Nel 2016 ha portato a Praga più di mille reggiani – in gran parte studenti delle scuole superiori –, per visitare la capitale della Boemia, il campo di Terezin, il centro di eutanasia nazista Pirna, il villaggio di Lidice e i luoghi dell’uccisione di Reinhard Hedyrich.

Ora saluta con decine di occasioni di riflessione e di conoscenza su un passato insieme lontano e recentissimo, con la storia odierna figlia dichiarata di quel periodo. Con una storia che oggi propone ancora morti, conflitti, purghe e milioni di persone in fuga. Paralleli che non sono sfuggiti alle ragazze e ai ragazzi del Viaggio. Durante la loro esperienza all’estero, hanno un’occasione per esprimere ad alta voce i loro pensieri, e confrontarsi. È la commemorazione conclusiva settimanale, unico momento con tutti i pullman riuniti, sempre ospitati da luoghi speciali. A Praga, la sede ormai consolidata è Lidice, un villaggio annientato letteralmente per una ferocissima rappresaglia nazista.

A quel punto i viaggiatori sono arrivati dopo tante tappe. Il campo di Terezin, appunto, una fortezza asburgica trasformata in luogo di detenzione e poi di transito verso Auschwitz, un luogo dove sono morte decine di migliaia di ebrei e dove altre centinaia di migliaia hanno fatto tappa prima di finire in una camera a gas. E un campo usato per la detenzione, per la tortura e per la propaganda, con la consueta abilità nazista nel settore.

Un’altra storia praghese è quella legata a Reinhard Heydrich, la mente della soluzione finale, il delfino di Hitler e Himmler, nel 1942 a capo del provveditorato di Boemia e Moravia, ucciso a Praga da resistenti cecoslovacchi addestrati in Gran Bretagna. Il principale caduto nazista durante la guerra, vendicato in maniera violentissima: oltre 8mila persone morte e il villaggio di Lidice – usato come simbolo nonostante la sua estraneità – raso al suolo, gli uomini uccisi, le donne deportate, i bimbi o “germanizzati” o mandati ai campi.

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Praga è anche una grande città ebraica, con tracce secolari che l’occupazione nazista non ha cancellato e che oggi tornano fuori, vestigia del passato da ammirare e conoscere con la loro storia tragica e insieme affascinante. La grande novità del 2016 ha portato fuori Praga, sino alla Germania, a Pirna, una cittadina non lontana da Dresda. Un luogo sereno e tranquillo scelto dai nazisti per uno dei progetti più oscuri, quello sulla cosiddetta igiene razziale. Il culmine si chiama programma T4, un programma di eutanasia di stato verso gli “imperfetti” tedeschi che ha portato alla sterilizzazione e all’uccisione di decine di migliaia di persone. Pirna, col suo bel castello, era una delle sedi di quel programma.

Tante storie, insomma, di ieri e di oggi, poi portate a confronto nella commemorazione. Con tanti ricordi da conservare. E una certezza: l’anno prossimo si riparte, Berlino aspetta già il Viaggio della Memoria di Istoreco e gli studenti reggiani.

Per tutti i dettagli, www.ilfuturononsicancella.it.