Iren, nuovo patto di sindacato per i Comuni emiliani

Abbatte la precedente struttura che vedeva in sostanza tre livelli e pareggia i pesi di Genova e Torino. Parma rientra ma con l'1,6% delle azioni: avanza il voto maggiorato.

REGGIO EMILIA – Un nuovo patto di sindacato per i Comuni emiliani soci di Iren che vede al suo interno anche Parma, ritornata nel patto da cui era uscita nel 2015. Il nuovo organismo, deliberato ieri in un’assemblea dei primi cittadini comprende circa 70 Comuni emiliani di cui 45 reggiani, due piacentini e una ventina parmensi. Tra questi anche il capoluogo ducale, in passato proprietario di circa il 6% delle quote di Iren, che aveva dovuto vendere per far fronte al debito del Comune.

Oggi, l’amministrazione guidata dal grillino Federico Pizzarotti, rientra invece nel patto con circa l’1,6% delle azioni della multiutility. Il nuovo patto unico, in carica per tre anni e rinnovabili per due, abbatte la precedente struttura che vedeva in sostanza tre livelli. Ovvero: il patto di sindacato composto dai Comuni di Genova, Torino e Reggio in rappresentanza dell’Emilia, seguito dal sub-patto emiliano (Parma, Piacenza e Reggio) e dal sub sub-patto reggiano (composto dai 45 Comuni del territorio).

Il nuovo patto unico emiliano diventa quindi un blocco che “vale un terzo” al pari di Genova e Torino. Strettamente collegata alla nascita del patto c’e’ poi la modifica dello statuto di Iren, prevista nella prossima assemblea dei soci di aprile, che dovrebbe passare al vaglio del Consiglio comunale di Reggio entro marzo. La principale novita’ riguarda il cosiddetto “voto maggiorato”, che consentirebbe ai Comuni di poter vendere parte delle loro azioni, mantenendo comunque il controllo della governance. Sul punto relaziona questa sera in commissione Bilancio il sindaco di Reggio Luca Vecchi, puntualizzando che “questa opzione, prevista dalla legge di stabilita’ e’ gia’ stata applicata anche da altre aziende come Hera”.

Il combinato disposto del nuovo patto emiliano e del voto maggiorato, aggiunge Vecchi, “assegnera’ ai soci pubblici un peso in assemblea dei soci oscillante tra il 50 e il 70%, rafforzando quindi il controllo pubblico”. Il voto maggiorato e’ applicabile in alcune particolari circostanze, a partire dalla nomina del cda. Non potra’ invece essere invocato nel caso di aumenti di capitale in favore di soci pubblici.

“Secondo le linee guida indicate nel piano industriale – spiega Vecchi – Iren potrebbe infatti entrare in altre piccole utility territoriali”. Un profilo, tra l’altro, che coincide con quello della societa’ Amiu, partecipata al 100% dal Comune di Genova, che gestisce i rifiuti nel capoluogo ligure. Da ultimo il sindaco di Reggio informa che al momento il Comune detiene azioni Iren per circa 100 milioni di cui 80 vincolate e 20 libere.

“Ma nel bilancio 2016 non e’ prevista la vendita di azioni – assicura il primo cittadino – come avvenuto anche negli anni scorsi” (Fonte Dire).